Impara l’arte. Quiche alla Vignarola

Ho da poco finito di leggere “Julie&Julia”. A volte avevo l’impressione che fossi io a parlare, nel libro. Stessi pensieri, anche in alcuni modi di esprimerci ho trovato certe notevoli somiglianze. Anche per me sarebbe un sogno lavorare in pigiama. A casa mia intendo, con il mio computer, la mia tazza di caffè e via dicendo. Ma quanti lo hanno già sognato?  Recentemente mi sono chiesta quanti siamo nel mondo ad andare a lavorare ascoltando in macchina “Comptine d’un autre été”. O a cantare a squarciagola, secondo l’umore. Trovo in un certo modo confortante sapere che, qualunque cosa stia pensando, qualcuno da qualche parte lo ha già pensato. Lo sta pensando. Lo penserà. Tuttavia ciò rende assai improbabile che io abbia mai l’idea del secolo e questo lo trovo un tantino deprimente. Torniamo ai fornelli, fate un piccolo test enogastronomico. Pensate un piatto. Provate a pensare a qualcosa di veramente ardito, qualcosa che vi sembri proprio geniale, oppure accostate alimenti a caso e cercate su Internet. Scoprirete che qualcuno lo ha già fatto, scritto, fotografato e mangiato plurime volte. Allora mi chiedo: l’arte si impara, ma il genio??

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La Vignarola era il mio chiodo fisso da inizio Maggio. Quando è stagione me la mangerei tutti i santi giorni e pertanto ho il frigorifero stipato di baccelli, carciofi, asparagi e cipollotti… però volevo farne qualcosa di diverso da una pasta, qualcosa di goloso, originale e sorprendente: una quiche, mi sono detta! Originale non è, ma questo l’ho scoperto poi. Su Google escono undicimila risultati. Macchissenefrega!!! Io una quiche non l’avevo mai fatta.  Ed è venuta buonissima, secondo me anche molto carina, mi sono divertita un sacco a fotografare e ancora di più a divorarcela, soddisfatti, domenica a cena sul divano 🙂

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Dietetica proprio non è. Però ci sono tante verdure fresche e di stagione, quindi ci si può mettere la coscienza a posto, per una volta si può fare una deroga ai ristretti regimi alimentari del pre-costume. E poi è così buona, ma proprio buona! La pate a quichè di Christophe Felder l’ho trovata qui e se ne parlava così bene che non ho potuto che fidarmi e dirvi, a mia volta, fidatevi. Per il ripieno sono andata d’imbracciatura, ma alla fine è andata bene: che stia cominciando a farci l’occhio? 🙂

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Quiche alla Vignarola

Per la pasta per quiche:

200 gr. di farina di farro

5 gr. di sale

90 gr. di burro

1 uovo

20 gr. di acqua

Per il ripieno:

1 cipollotto

1 mazzetto di asparagi

una manciata di piselli freschi

una manciata di fave fresche

5 piccoli carciofi

20 cl. di panna liquida

1 uovo

30 gr. di pecorino fresco

olio evo

sale e pepe

foglie miste di menta, basilico e origano fresco (una decina in tutto)

2 rametti di timo

Fate il burro a tocchetti. In una ciotola, lavorate il burro con la farina e il sale sbriciolandolo con la punta delle dita finchè non sarà stato assorbito completamente dalla farina. Aggiungete l’uovo e l’acqua e impastate finchè non avrà una consistenza omogenea. Fate una palla, avvolgetela nella pellicola e tenetela al fresco in frigorifero per almeno 2 ore.

Mondate i carciofi, fateli a spicchi e metteteli in acqua acidulata. Tagliate in piccoli pezzi i gambi degli asparagi e lasciate intere solo le punte. Fate a rondelle il cipollotto, compresa la parte verde, e fatelo soffriggere in due cucchiai d’olio. Aggiungete i carciofi, gli asparagi, i piselli e le fave, salate, pepate, aggiungete gli odori e fate stufare per 10-15 minuti a fuoco medio.

In una ciotola, con una frusta mescolate la panna e l’uovo e mettere da parte. Stendete la pasta della quiché a 3 mm e foderate una teglia da 22 cm con il bordo apribile precedentemente foderata di carta forno. Lasciate i bordi alti, riempite il guscio di pasta con le verdure, livellate, aggiungete il pecorino a fettine e quindi versate il composto di panna a coprire le verdure. Con un tagliapasta, eliminate l’eccesso dai bordi. Cuocete a 180°C per 25-30 minuti.

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2 pensieri su “Impara l’arte. Quiche alla Vignarola

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