Fino all’ultima briciola. Panzanella con le zucchine di fine estate

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Stamattina ho messo la sveglia, come mi ero riproposta, e ho bevuto il caffè accendendo il computer, perché scrivere sul blog la mattina era assolutamente ai primi posti della lista dei desideri per la mia nuova vita e non vedevo l’ora di iniziare.

Un pallido sole si affaccia qua e là fra le nuvole basse e grigie che, tirate dal vento, promettono pioggia imminente. Ho la vaga malinconia di tutti i rientri a casa piovosi e tristi: guardo le riviste accartocciate dalla salsedine che ancora non mi decido a buttare, le scarpette da scoglio gettate in un angolo, penso a quante volte ho rivissuto questa sensazione.

Sembra passata una vita da quando, solo una settimana fa, ci crogiolavamo al sole della Puglia chiacchierando e ridendo, a mangiare friselle e a decidere se meritava di più una passeggiata nella splendida Lecce o una festa sulla spiaggia. Dieci giorni passati come un lampo ma che, come ogni volta, lasciano una traccia profonda dentro di me. Su quegli scogli, non so perché, io so chi sono, cosa voglio e dove vado. La vera magia poi, quella che finora non è riuscita mai, sta nel riportare tutto il carico prezioso a casa :/

L’estate, con  i suoi caldi e i suoi ritmi, sembra abbandonarmi più in fretta di quanto vorrei, e di quanto sono pronta a lasciarla andare. Ieri sera per la prima volta ho indossato una felpa, di cui finora non c’era stato mai bisogno. Mi ricordo di quando da bambina, al Lago di Garda, indossavamo le nostre felpine nei giorni di pioggia improvvisa e battente e durante i temporali. Da allora per me indossarla ha un che di piacevole e confortante. La felpa di ieri sera invitava ad accogliere una stagione nuova, fatta di sfide e di nuovi obiettivi… ma non ho fretta, e spero ancora di avere un po’ di tempo in più per vedere il mare, dormire al sole, giocare a carte al tramonto e davanti a un bicchiere di vino parlare di come noi l’estate, nonostante tutto, ce la porteremo sempre dentro.

Per la rubrica “Fino all’ultima briciola” oggi avrei voluto postare delle polpettine di pane salentine, che mi prometto di fare appena avrò il cuore di friggere, visto che poi ho poca voglia di pulire. Vi propongo invece un classico della cucina toscana rivisitato, la panzanella con le zucchine crude al posto dei cetrioli, che non a tutti piacciono.

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Fino all’ultima briciola. Torta di pane, susine e cannella

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Riciclare il pane mi fa stare bene. Mi fa sentire una persona pratica, organizzata, con le idee chiare. Mi fa sentire che posso fare grandi cose con i mezzi che ho.  Al contrario,  quando trovo in frigorifero qualche verdura morta dimenticata, qualche alimento scaduto, peggio che mai se nemmeno aperto, mi sento come se avessi perso un’occasione. Ammiro e adoro le persone che al momento giusto sanno tirare giù una cena da urlo svuotando il frigo, che riescono sempre a non far avanzare nulla, che creano cose fantastiche con ingredienti semplici. Perché, se ci fate caso, sono le stesse persone che hanno sempre un sorriso da regalare agli altri, che raramente si abbattono, che vedono le opportunità là dove altri non vedono nulla.

Riciclare il pane mi fa pensare al mare infinito delle opportunità, si 🙂 E se c’è una cosa che questo Settembre mi sta insegnando, grazie a una serie di eventi molto piacevoli che si stanno verificando in questi giorni, è che se una cosa fa stare bene, è bene continuare a farla! Che siano nuovi amici, un corso di sport, un appuntamento fisso ad una rassegna cinematografica… o una torta, come nel mio caso, che continuo a fare e rifare alla ricerca della ricetta perfetta.

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La torta di pane perfetta per me deve avere una crosta croccante e un cuore morbido. Adoro trovare al suo interno dei pezzettini di pane rimasti interi e quelli scioglievoli della frutta caramellata: ho utilizzato le ultimissime susine della stagione, già molto mature e dolcissime, ma potete sostituirle con altra frutta, se preferite. Con il suo carattere rustico e la sua grande versatilità, che tanto riporta alla mente la cucina e la filosofia culinaria di una volta, rappresenta secondo me la quintessenza del consumo etico. Insomma, è buona a colazione e a merenda, è economica e svuota la dispensa: serve altro per convincervi? 🙂

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Fino all’ultima briciola. Torta di pane raffermo con cacao e ananas

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Quando stavo con i  miei praticamente si mangiava pane vecchio tutti i giorni. La cosa funzionava più o meno in questi termini: si, il pane fresco era stato acquistato, ma siccome c’era il pane del giorno prima andava consumato prima quello. Il risultato era che anche il giorno dopo si mangiava il pane del giorno prima, pure che era stato di nuovo acquistato ma prima c’era da finire quell’altro…Palati più raffinati, tipo il mio, accumulavano invece quintali di pane vecchio gradendolo fresco e fragrante tutti i giorni e finendo poi per preparare container di pappa al pomodoro per smaltire gli eccessi. In quasi tutte le case degli italiani vige l’usanza di comprare pane per un reggimento, pane che sistematicamente si accumula e che finisce per essere gettato via: cosa che talvolta succedeva anche a me finché non ho iniziato a cercare modi creativi per riutilizzarlo, e sono fiera di poter dire che siamo finalmente arrivati allo spreco zero, qui 🙂  Continua a leggere

Fino all’ultima briciola. Focaccia di pane raffermo

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Non so voi, ma io non ho mai tanta voglia di cucinare la domenica sera. Di solito mi viene voglia di pizza, sistematicamente quando è già tardi per impastarla, così o me la faccio portare o mi nutro di quello che trovo nel frigorifero. Questa focaccia ieri è stata la svolta della nostra cena: l’ho preparata in 10 minuti, fotografa in 4 secondi e poi letteralmente divorata! E’ buona oltre ogni aspettativa, semplicissima da fare ed è un ottimo sistema per smaltire il pane raffermo in inverno. Inoltre è veramente versatile: io l’ho condita con aglio, origano e qualche oliva taggiasca, ma potete utilizzarla come base per una pizza, oppure tagliarla a quadretti per accompagnare affettati, formaggi, verdure grigliate o sott’olio oppure servirli così, da soli, per il vostro aperitivo con gli amici. Insomma provatela!

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Fino all’ultima briciola. Gnocchi di pane con cavolo nero

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Smettete di buttarlo. Riciclare il pane è un atto politico, un’affermazione di consapevolezza economica e sociale, perché nessun alimento viene sprecato tanto quanto il pane.  Il pane vecchio è la base per tanti piatti gustosi, come la ribollita, la zuppa lombarda, una crema di verdure. Nella peggiore delle ipotesi, potete passarlo nel mixer e farne del pangrattato. “Fino all’ultima briciola” è il titolo della prima rubrica del mio blog: al tema del pane sono affettivamente molto legata e credo che sia veramente importante parlarne, partendo da qui, dal non buttare quello che vi avanza:) .

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