Moscardini alla diavola e la pace del mare.

Volevo andare al mare stamattina ma mi ha tradito il tempo. Avevo bisogno di sdraiarmi sulla sabbia e non pensare più a niente. Sono da giorni sul filo di una lite enorme con me stessa, così volevo solo portarmi al mare a fare pace, ma per la pace non sembra sia tempo, ultimamente. E nemmeno per il mare, visto questa recrudescenza invernale che di positivo ha solo che non ho ancora dovuto pensare alla drammatica logistica del cambio armadio. Sono in lite perché voglio e non voglio un sacco di cose, ci capisco sempre meno e invece di analizzare i miei sentimenti e cavarci un ragno dal buco il fattore confusione è esponenzialmente aumentato nelle ultime due settimane. Così ho fatto silenzio, qui sul blog, un’altra volta, per giorni. Vorrei tutto e subito e allo stesso tempo sono terrorizzata. La casa. Il nuovo lavoro. Gli scatoloni. Ascolto musica come antidoto ma la notte si fa buio, silenzio, e io rimango sveglia a girarmi nel letto come una trottola ad ascoltare i miei pensieri confusi. Di nuovo, sto tralasciando la funzione positiva del tempo lineare: avere tempo, dare tempo, darsi tempo. Di nuovo, bramo un’immediatezza che produce solo insonnia. Dopo molto riflettere e poco dormire, ho deciso infine di chiudere tutti i pensieri in una scatola e non guardarli più: e questa scatola è il post di oggi.

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Mousse al cioccolato fondente e lamponi

Sperimento il senso di una partenza rimandata, furibonda e sollevata allo stesso tempo, ferma ormai da troppo tempo ai blocchi senza che i muscoli possano darsi lo slancio di cui necessitano. Ho taciuto, poi ho pianto, poi ho urlato. E poi mi sono bevuta l’antidoto, e mi sono allungata ancora un pochino l’anno sabbatico, che a essere precisi sarebbe anche ben lungi dall’essere finito… in fondo, siamo solo ad Aprile. Ed è senza fame e senza sonno, questo Aprile. E’ pieno di vita che sboccia, e io mi sento presa nel vortice. Voluptas. Luna nel sangue. Prati in fiore, onde del mare. Gioia nascosta negli angoli, quelli che rimangono giusto un poco nascosti dal cono ottico. Quelli sorprendenti.

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Muffin alla farina di mandorle, fragole e lavanda

Ho ricominciato a ballare da sola con le cuffie, in camera, come a diciotto anni. E a cantare sotto la doccia. Mi mancavo un sacco e non me n’ero nemmeno accorta! Mi ero dimenticata le piccole gioie della vita. Svegliarsi con un sorriso, ad esempio. Mettersi una mano sull’altra e sentire che non c’è bisogno di altro. Camminare da sola per le vie del centro, fare la spesa dal macellaio per provare le ricette che avevo fatto a scuola. E poi, bersi uno Spritz al telefono con un’amica, quando il sole inizia a calare e l’aria si fa tiepida e fresca allo stesso tempo. Così riprendo fiato e realizzo. Imparo l’amor proprio. Poi ogni tanto piango, ma questa è un’altra storia e oggi non ho proprio voglia di raccontarvela… sarà per un’ altra volta. Ora devo pensare a costruirmi un lavoro e mi sono data un obiettivo per la fine dell’estate, che ho chiamato “Operazione Costarica”, e vi lascio immaginare le mie intenzioni quali siano 🙂 Anche perché sono stata abituata a lavorare per obiettivi per un sacco di anni e se non me ne do uno non carburo proprio… Ora che ci posso pensare serenamente, ho imparato un sacco di cose dal mio vecchio lavoro che mi saranno utili per quello nuovo, come l’inglese, la capacità di pianificare e di portare a termine un progetto… e ora il progetto è tutto mio ❤ . Non vedo l’ora di iniziare, così tante cose passeranno da sole, scivoleranno via naturalmente, e andremo avanti. Lo posso già sentire, come posso sentire le rondini che sono arrivate giusto stamattina dopo un lungo viaggio…

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