Guardando l’acqua da uno scoglio. Carpaccio di pesce spada con pesche e lavanda

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Quanto era facile tuffarsi in acqua quando ero bambina. Di testa, a bomba, a candela, quanto era facile, e quanto era bello!  Ci tuffavamo per ore, in file circolari, risalivamo gli scogli come granchietti e non ci scoraggiavano le nostre dita spiegazzate dal lungo ammollo, i graffi sulle braccia, le sonore panciate con risate annesse e nemmeno le urla dei grandi che dalla riva incitavano in coro a uscire dall’acqua. Quanto era bello lanciarsi dai muretti, quando sotto c’era papà a dirti: “Tranquilla. Ti prendo io.” Quanto era facile chiudere gli occhi e lasciarsi nel vuoto. E dietro applausi e risa, e: “Ancora! Ancora!”.

Darei tutto l’oro del mondo per tornare all’esatto momento della mia vita in cui gli scogli sono cominciati a diventare troppo alti, l’acqua troppo scura, la panciata troppo indecorosa. Quando ho realizzato che lanciarsi era un rischio troppo grande, perché sotto non c’era più nessuno a prenderti.

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La cucina del riciclo: risotto con l’acqua del polpo

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“U purpu se coce cu l’acqua sua”, dice il proverbio. E che noi forse l’acqua la buttiamo? Ma certo che no! Quando avrete finito di condire la vostra bella insalata di polpo, con la sua acqua ci potrete fare un buon risotto. Il principio è molto semplice: non si butta via nulla! E’ così che voglio inaugurare questa nuova estate, con semplicità e zero sprechi 🙂

Ho scoperto di recente che non serve bollire il polpo, bensì potete adagiarlo direttamente sul fondo di una pentola con degli odori e farlo cuocere coperto a fuoco medio. L’acqua saporita e profumatissima che rilasceranno in cottura un paio di polpi di media grandezza sarà sufficiente per farci il risotto, che sembrerà, vi garantisco, a tutti gli effetti un risotto di pesce, anche se tecnicamente pesce non ce n’è!

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La pioggia di Giugno e la zuppa cremosa di fagioli e spinacini

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E prima caldo e  poi vento, quindi tempesta ma poi anche afa, sole cocente e aria condizionata , e pioggia, tanta, tutti i giorni a una certa, e insomma per farla breve mi sono ammalata. Io, scampata praticamente indenne a tutto l’inverno, mi sono ammalata a Giugno. Una mente fine direbbe che il corpo ci segnala quando la testa ha bisogno di una pausa… ma io adesso proprio non mi posso fermare!!!

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Se soffia tempesta. Biscotti all’olio d’oliva con fiocchi d’avena e cioccolato fondente

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“Grosse nuvole gonfie, nere come la furia, coprivano il cielo, mentre fulmini possenti squarciavano il buio. La pioggia scrosciava sull’erba verde in fitte frecce, il vento ci scomponeva i vestiti, i capelli si appiccicavano al viso, alle schiene… così la tempesta ci entrava dentro. E quando ci siamo asciugati non eravamo più gli stessi.” Continua a leggere

L’abbondanza. Clafoutis ai lamponi e mirtilli con cioccolato bianco e lavanda

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Lo scorso fine settimana sono andata a pranzo con degli amici in un agriturismo biologico nel Chianti. All’ombra di un gazebo bianco abbiamo bevuto vino francese e mangiato del pesce cucinato e presentato in maniera a dir poco strepitosa, con mille contrasti di sapori, guarnito con petali di fiori edibili… insomma, esattamente come piace a me. Era un giorno di sole, il cielo era limpido ed eravamo all’interno del più bel giardino che io abbia mai visto: aiuole rigogliose, ricche della più ampia varietà di piante, fra cui oltre cinquecento tipi solamente di rose, in un infinito, ordinato caos… qua e là per terra c’erano piccole e dolcissime fragoline selvatiche, l’erba era morbida, l’aria profumata, i colori tipici di un film di Sorrentino. Era tutto semplicemente perfetto.

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