Quattro quarti con il limone. In pezzi!

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Il principio di composizione di una quattro quarti è sempre stato per me un po’ inquietante, nella sua semplicità: stesso peso di uova, burro, zucchero e farina. Cioè, messa così non è il genere di dolce che mangio proprio a cuor leggero, as usual, e quindi in buona sostanza non l’avevo mai fatta. L’occasione si è però  presentata quando Fabio mi ha regalato un paio dei suoi splendidi limoni durante una delle mie sortite bucoliche. Cercando di fare mente locale sul modo migliore di utilizzarli mi è tornata in mente questa versione, nella quale non  si utilizza solo  la scorza del limone, ma anche i suoi spicchi, messi direttamente dentro all’impasto, a pezzi. Così ho pensato che per una volta la quattro quarti la potevo anche fare. Ma si. Del resto anch’io sono a pezzi. Ho esaurito tutte le mie energie, non faccio che dormire quando ho un po’ di tempo libero e ho bisogno che questo letargo finisca, che la natura riesploda, l’aria profumi e le giornate si allunghino. Ho bisogno di Marzo, per farla breve, il mio mese preferito. Continua a leggere

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Stagioni. Pesto di cavolo nero

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Inverno. Finalmente ha nevicato e io mi sono subito ammalata. Devo dire  anche che sono guarita in tempi record rispetto ad altre persone massacrate per settimane dall’influenza: insomma, una notte da Don Rodrigo con la peste e il giorno dopo stavo già decisamente meglio. Ora, vuoi che abbia preso una forma blanda, vuoi che abbia un fisico resistentissimo degno di studi scientifici, sia come sia una cosa la posso dire: non ho carenza di vitamine. Sto mangiando moltissima verdura, e sopratutto solo di stagione: non un pomodoro, non un peperone, solo chili e chili di cavolame, broccolame, radicchiame, finocchiame, ecc. Quando mangiamo un pomodoro a metà Febbraio dobbiamo avere la chiara consapevolezza di star introducendo nel nostro organismo acqua, in buona sostanza. Non molto più che acqua. Non fa male, certo, però è importante sapere che non fa nemmeno bene quanto potremmo supporre accingendoci a mangiare un’insalata estiva in pieno inverno. Continua a leggere

Elogio della leggerezza. Tortina vegana al cacao e cocco

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Qualche tempo fa ho fatto un sogno bellissimo. Mi incamminavo per una stradina, molto ripida, che saliva verso la zona vecchia di una grande città. Salivo così tanto che a un certo punto mi trovavo sopra le nuvole. Il sole splendeva e il cielo era azzurro e infinitamente limpido sopra a un denso manto di morbide nuvole bianche, che cercavo di toccare allungando le mani oltre il muretto che costeggiava la mia strada. Mi sono svegliata quella volta meravigliosamente leggera, cosa che mi capita in realtà molto, molto raramente: di solito sembra più che mi riprenda da una botta in testa o da un’anestesia, per farvi capire 🙂 . Ho rivissuto questo sogno l’altro pomeriggio a occhi aperti mentre volavo, al tramonto sopra una nuvolosa Europa, verso Parigi, e quella sensazione dolcissima mi ha accompagnato poi mentre camminavo, mentre assaporavo finalmente per la prima volta questa meraviglia, mentre infine era già tempo di tornare a casa… e adesso me la voglio portare addosso più spesso possibile, nei passi, nei gesti, nelle parole… Leggerezza. Un energico massaggio alla testa. Un bagno lunghissimo in una vasca piena di schiuma. Un thè con un’amica. Una serata passata a ridere come stupide per telefono. Dormire a pancia in su. Fermarsi cinque minuti la mattina a bere un caffè. Non rifare il letto. Leggere un libro nel divano.  Seguire percorsi inediti tracciati dalle parole di menti geniali. Il profumo di lavanda. Si, coltivare leggerezza come fosse un fiore.

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