Dal campo alla tavola: minestra di verdure dell’orto settembrino

Io non ho un orto.  Ma lo vorrei, insieme a un milione di altre piccole belle cose. Però ho il mio contadino di fiducia, e questa è una cosa dal valore inestimabile. L’ho chiamato, per sapere cosa c’era di buono da cogliere, e  sono andata a trovarlo nel posto incantevole in cui abita, un po’ fuori dal mondo, lontano dal caos, lontano da tutto. Mezzora di pura, estatica, pace. Ho portato anche il mio cagnetto a cui il mondo, canile a parte, ad oggi è ancora largamente sconosciuto: anche lui, come me, non sarebbe più venuto via!

Ecco il nostro prezioso bottino, biologico e raccolto al momento 🙂

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Questa minestra è  letteralmente nata nell’ orto, fra una zucca, una chiacchiera, il cane in preda all’ euforia  e una pianta di fagiolo: “Ora ti dico una minestra da fare”.  Le indicazioni della ricetta erano, ovviamente, tipiche  dei nostri anziani e in generale di tutte le persone per le quali una preparazione è ormai assolutamente ovvia, naturale, e non  richiede altro se non un occhio e un naso esperti.  Non avevo chiare le dosi, i tempi e ammetto che, una volta a casa, quel che non sapevo l’ho inventato: questa è la minestra, pressappoco, che mi è stata raccontata.

 

MINESTRA DI VERDURE DELL’ORTO SETTEMBRINO

Prendete:

1 carota

2 scalogni

Aglio, salvia, rosmarino, santoreggia

300 gr di borlotti freschi sgusciati

Un mazzetto di bietola

Un mazzetto di cavolo nero

1\4 di  cavolo cappuccio

E:

Lessate i fagioli coprendoli di circa quattro dita con acqua fredda cui avrete aggiunto uno spicchio d’ aglio , un rametto di salvia, uno di rosmarino e un po’ di  santoreggia.

Affettate a listarelle la bietola, il cavolo nero e il cavolo cappuccio.

Una volta cotti, tenete da parte metà dei fagioli e frullate i restanti nella loro acqua.

In una pentola fate un “generoso” fondo di olio, scalogno e carote, fatelo andare a fuoco basso per 5 minuti,  quindi aggiungete la bietola e il cavolo nero e mescolate. Una volta “tirate”,circa 5 minuti, aggiungete il cavolo cappuccio, coprite a filo con l’acqua dei fagioli e salate leggermente. Cuocete a fuoco basso per circa 60 minuti aggiungendo acqua se necessario. Aggiungete infine i fagioli e fate cuocere ancora  15 minuti. Aggiustate di sale se necessario. Servitela  con un filo di olio buono e una generosa spolverata di pepe appena macinato.

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Il clafoutis all’uva: benvenuto autunno

Ieri mattina, nonostante fosse domenica, mi sono alzata prestissimo. Mi piace salutare le nuove stagioni di prima mattina, prendendomi un po’ di tempo per me, per fare una sorta di cambio degli armadi tutto mentale, osservare il tempo, annusare l’aria. In realtà, dopo un’estate che non aveva molto d’ estate, quello appena iniziato sembra essere un autunno mite, che avevo voglia di inaugurare con un dolce morbido e confortante, da gustare tiepido, poco dopo sfornato, o freddo, magari a metà pomeriggio. Un clafoutis all’uva, dato che è tempo di vendemmia, utilizzando farine di tre ‘amici’ delle mie cene autunnali: il riso, il farro, le castagne.

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Esistono numerosissime ricette di questo dolce francese, disarmante per la semplicità della sua preparazione e per la sua infinita bontà: io ho scelto come base di partenza la ricetta di Giulia che non prevede, a differenza di molte altre, l’aggiunta di burro nell’impasto, per creare il mio clafoutis d’esordio.

 

CLAFOUTIS ALL’UVA

Prendete:

350 gr di uva a cui avrete tolto tutti i semini

3 uova

1 cucchiaio colmo  di  farina di castagne

1 cucchiaio colmo di farina di farro

1 cucchiaio colmo di farina di riso

2 cucchiai di zucchero

1 pizzico di sale

250 ml di latte di riso

burro per la teglia

zucchero a velo per guarnire (opzionale)

E:

Accendete il forno a 180°C. In una ciotola sbattete, con una frusta (anche a mano), le uova con le farine e lo zucchero. Aggiungete un pizzico di sale e, continuando a mescolare, aggiungete il latte a filo per incorporarlo nell’impasto.

Ecco, il più è fatto! Ungete una teglia con il burro e coprite il fondo con l’uva che avrete precedentemente e pazientemente snocciolato, versateci sopra il composto, aggiungete quindi l’uva rimasta e infornate per circa 25 minuti, controllandone la cottura, a seconda che lo preferiate più o meno compatto.

Importante!! Aumentate un pochino la quantità di zucchero se non utilizzate la farina di castagne e il latte di riso.

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Raramente questo dolce vede l’alba del giorno dopo: ricordatevi di metterne in salvo un angolino, come ho fatto io, per la colazione del lunedì.

Prologo

Quando ero bambina adoravo aprire i quaderni nuovi e passare la mano sulla prima pagina bianca. La appiattivo  ben bene per scriverci comodamente, così  anche l’anno nuovo poteva iniziare.  Tutto era un’avventura, tutto era così pieno di aspettative e grandi speranze ed era tutto lì, su quella pagina bianca che profumava di nuovo.  Quella sensazione mi accompagna ancora oggi, mentre l’estate ci saluta, le sere di settembre diventano  più fresche, le giornate sempre più corte. E sebbene di  quaderni in casa me ne siano rimasti ben pochi, di pagine bianche sento di volerne avere ancora molte: una è questa.

Benvenuti in Soul Food.

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