Il clafoutis all’uva: benvenuto autunno

Ieri mattina, nonostante fosse domenica, mi sono alzata prestissimo. Mi piace salutare le nuove stagioni di prima mattina, prendendomi un po’ di tempo per me, per fare una sorta di cambio degli armadi tutto mentale, osservare il tempo, annusare l’aria. In realtà, dopo un’estate che non aveva molto d’ estate, quello appena iniziato sembra essere un autunno mite, che avevo voglia di inaugurare con un dolce morbido e confortante, da gustare tiepido, poco dopo sfornato, o freddo, magari a metà pomeriggio. Un clafoutis all’uva, dato che è tempo di vendemmia, utilizzando farine di tre ‘amici’ delle mie cene autunnali: il riso, il farro, le castagne.

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Esistono numerosissime ricette di questo dolce francese, disarmante per la semplicità della sua preparazione e per la sua infinita bontà: io ho scelto come base di partenza la ricetta di Giulia che non prevede, a differenza di molte altre, l’aggiunta di burro nell’impasto, per creare il mio clafoutis d’esordio.

 

CLAFOUTIS ALL’UVA

Prendete:

350 gr di uva a cui avrete tolto tutti i semini

3 uova

1 cucchiaio colmo  di  farina di castagne

1 cucchiaio colmo di farina di farro

1 cucchiaio colmo di farina di riso

2 cucchiai di zucchero

1 pizzico di sale

250 ml di latte di riso

burro per la teglia

zucchero a velo per guarnire (opzionale)

E:

Accendete il forno a 180°C. In una ciotola sbattete, con una frusta (anche a mano), le uova con le farine e lo zucchero. Aggiungete un pizzico di sale e, continuando a mescolare, aggiungete il latte a filo per incorporarlo nell’impasto.

Ecco, il più è fatto! Ungete una teglia con il burro e coprite il fondo con l’uva che avrete precedentemente e pazientemente snocciolato, versateci sopra il composto, aggiungete quindi l’uva rimasta e infornate per circa 25 minuti, controllandone la cottura, a seconda che lo preferiate più o meno compatto.

Importante!! Aumentate un pochino la quantità di zucchero se non utilizzate la farina di castagne e il latte di riso.

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Raramente questo dolce vede l’alba del giorno dopo: ricordatevi di metterne in salvo un angolino, come ho fatto io, per la colazione del lunedì.

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