Eredità familiari e nuovi orizzonti. Patate riso e cozze: la tiella barese di nonna

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Quando starete leggendo probabilmente sarò già in viaggio verso la Puglia, l’amata terra di mia madre. Non è esattamente un viaggio alla scoperta, diciamo pure che è la quinta volta che vado a trascorrervi le ferie e che in generale ogni occasione è buona per farci un salto, ma che ci posso fare, io in Puglia mi sento a casa. Forse è il richiamo atavico delle mie radici materne, una certa non so come familiarità con quel mare, quel vento, quelle strade, ma so che ogni volta che ci vado mi sento bene, serena, calma, determinata, e ogni volta torno a casa con un sacco di idee e di progetti. Forse è l’effetto che fanno a tutti le ferie, in generale, ma non per me: la Puglia ha qualcosa di speciale. Eh si, molte fiammelle si sono accese negli anni, e molte purtroppo le ho lasciate spegnere al ritorno a casa, soffocate dalla routine e da una certa abitudine a scoraggiarmi abbastanza in fretta: così quest’anno parto senza aspettative, senza particolari attese di quello che sarà perché tanto so già che quando tornerò quello che troverò sarà un mondo tutto nuovo 🙂

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Pausa fresca di mezza estate. Marmellata di susine gialle alla vaniglia o cannella

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Per me è una legge più che fisica, direi matematica: col primo fresco rinasco. Ho passato le ultime settimane in silenzio, quasi immobile, lontanissima dai fornelli e da svariate forme di vita sociale, conservando ogni minuscolo granello di energia con un solo obiettivo: sopravvivere a questo caldo drammatico. Così la pioggia battente del fine settimana, sferzata da un vento fortissimo, che tanto ricordava un tifone tropicale, nonostante non fosse uno spettacolo rassicurante- anche solo perché ho il terrore dei tuoni- a me ha messo una grande allegria. Avete presente quelle povere piantine di basilico appassite che avete dimenticato al sole un giorno di troppo? Ecco, io sotto quella pioggia mi sentivo felice come loro!

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Così di buon mattino sono arrivata a casa di mia madre con una cassa da dieci chili di susine colte di fresco. Belle, dolcissime, e soprattutto tante! In questo periodo gli alberi di susine sono veramente carichi, e nelle campagne toscane non è affatto raro trovare alberelli pieni di frutta che nessuno raccoglie: regalatevi un po’ di tempo per fare una passeggiata al tramonto e portate con voi un cestino o una busta di stoffa, con un po’ di fortuna avrete frutta a volontà a chilometro e costo zero! Nel mio caso la fonte è di nuovo il magico orto di mio suocero, che ne sta producendo quantità industriali: dovevamo assolutamente farne una marmellata! Special guest e soprattutto Art director dei lavori è stata la mia nonna, trattenutasi in Toscana un po’ più a lungo del previsto a causa di una sfortunata caduta che le ha regalato un mese di gesso e una noia infinita, coadiuvata anche da questo clima infame e quindi felicissima di contribuire alle operazioni statiche quale la preparazione della frutta, impartire le direttive chiave e sentenziare ai vari assaggi :). Abbiamo cotto la frutta in due diverse pentole, in una delle quali abbiamo aggiunto una bacca di vaniglia, mentre nell’ altra abbiamo messo la cannella: sono venute entrambe meravigliose, anche se personalmente ho un debole per quella alla vaniglia, che credo si rivelerà molto pericolosa per le colazioni delle prossime settimane…IMG_2985

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