Stagioni. Gnocchi di fave su fonduta di pecorino

IMG_2675

Era veramente una vita che volevo provare a fare questi gnocchi. Non vi sto nemmeno a dire quante primavere ho lasciato passare senza mai decidermi. In tutta onestà l’ultima volta che avevo fatto gli gnocchi avevo 5 anni, ed ero con mia nonna. Io avevo l’ingrato compito di passarli sui rebbi della forchetta, perché di toccare l’impasto non se ne era parlato: mia nonna è tuttora un pochettino dittatrice con gli impasti in generale, se ti vede ad armeggiare poco energicamente ti scansa con una fiancata, a 80 anni suonati, e prende in mano lei la situazione… ma questa è un’altra storia 🙂 Insomma eccoli finalmente!! Gli gnocchi di fave. Una variante gourmand del più classico finger food primaverile, il pecorino con le fave: la parte noiosa consiste nello sgusciare le favette  lessate, ma devo dire che ne è valsa veramente la pena. Però non fate come me, spicciatevi a farli, perché fra poco non sarà già più tempo di baccelli e dovrete rimandare alla prossima primavera! Per la fondutina di pecorino mi sono affidata a degli esperti, gli chef de La Bottega di Stigliano, da cui ho acquistato un pecorino fresco delizioso: perché un segreto che non conoscevo è che per la fonduta il pecorino deve essere fresco!!

IMG_2671

IMG_2674

Gnocchi di fave con fonduta di pecorino (per due)

300 gr. di fave sgusciate (circa 1 kg di baccelli)

125 gr. di patate lesse

11o gr. di farina

1 cucchiaio di Parmigiano

3 foglie di menta

sale

Per la fonduta:

50 gr. di pecorino fresco

70 gr. di panna liquida

10 gr. di burro

1 tuorlo d’uovo (opzionale)

sale e pepe

Lessate una patata con la buccia. Sbollentate le fave per 5 minuti in acqua salata, scolatele e privatele della pellicina esterna. Mettete le favette sgusciate in un mixer assieme alla menta e al parmigiano e  frullate per farne una crema. Sulla spianatoia, passate le patate tiepide nello schiacciapatate, aggiungete la farina e  la crema di fave e lavorate l’impasto. Staccate dei pezzetti, fate dei bastoncini e tagliate dei cubetti di circa un centimetro a cui darete la forma che preferite.

A parte, mettete a scaldare la panna e il burro, aggiungete poi il pecorino grattugiato e se vi piace un tuorlo d’uovo e mescolate con la frusta a mano fino a raggiungere una consistenza non eccessivamente densa.

Cuocete gli gnocchi in acqua salata, una volta a galla scolateli e conditeli con la fonduta, un pizzico di pepe e una fogliolina di menta.

IMG_2673IMG_2676IMG_2677

 

 

 

 

Annunci

Impara l’arte. Quiche alla Vignarola

Ho da poco finito di leggere “Julie&Julia”. A volte avevo l’impressione che fossi io a parlare, nel libro. Stessi pensieri, anche in alcuni modi di esprimerci ho trovato certe notevoli somiglianze. Anche per me sarebbe un sogno lavorare in pigiama. A casa mia intendo, con il mio computer, la mia tazza di caffè e via dicendo. Ma quanti lo hanno già sognato?  Recentemente mi sono chiesta quanti siamo nel mondo ad andare a lavorare ascoltando in macchina “Comptine d’un autre été”. O a cantare a squarciagola, secondo l’umore. Trovo in un certo modo confortante sapere che, qualunque cosa stia pensando, qualcuno da qualche parte lo ha già pensato. Lo sta pensando. Lo penserà. Tuttavia ciò rende assai improbabile che io abbia mai l’idea del secolo e questo lo trovo un tantino deprimente. Torniamo ai fornelli, fate un piccolo test enogastronomico. Pensate un piatto. Provate a pensare a qualcosa di veramente ardito, qualcosa che vi sembri proprio geniale, oppure accostate alimenti a caso e cercate su Internet. Scoprirete che qualcuno lo ha già fatto, scritto, fotografato e mangiato plurime volte. Allora mi chiedo: l’arte si impara, ma il genio??

IMG_2667

 

Continua a leggere