Impara l’arte. Quiche alla Vignarola

Ho da poco finito di leggere “Julie&Julia”. A volte avevo l’impressione che fossi io a parlare, nel libro. Stessi pensieri, anche in alcuni modi di esprimerci ho trovato certe notevoli somiglianze. Anche per me sarebbe un sogno lavorare in pigiama. A casa mia intendo, con il mio computer, la mia tazza di caffè e via dicendo. Ma quanti lo hanno già sognato?  Recentemente mi sono chiesta quanti siamo nel mondo ad andare a lavorare ascoltando in macchina “Comptine d’un autre été”. O a cantare a squarciagola, secondo l’umore. Trovo in un certo modo confortante sapere che, qualunque cosa stia pensando, qualcuno da qualche parte lo ha già pensato. Lo sta pensando. Lo penserà. Tuttavia ciò rende assai improbabile che io abbia mai l’idea del secolo e questo lo trovo un tantino deprimente. Torniamo ai fornelli, fate un piccolo test enogastronomico. Pensate un piatto. Provate a pensare a qualcosa di veramente ardito, qualcosa che vi sembri proprio geniale, oppure accostate alimenti a caso e cercate su Internet. Scoprirete che qualcuno lo ha già fatto, scritto, fotografato e mangiato plurime volte. Allora mi chiedo: l’arte si impara, ma il genio??

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Buono da pensare: pesto di zucchine crude

Ho tagliato di nuovo. E credo che taglierò ancora. Ho tagliato i capelli, ho accorciato le unghie, ho dismesso il fondotinta. Ho tolto le cose da terra, ho smesso di dividere i bianchi dai colorati, ho attaccato i mobili ai muri e credo che a breve ci attaccherò anche il mio smartphone, con un chiodo.  Il giorno che il mio cane, lasciato solo, ha sfasciato tutta una serie di soprammobili e cianfrusaglie, finalmente ho capito. Ho messo a vista tutto ciò che mi serve, il resto l’ho buttato. Mi piace l’idea di poter arrivare a prepararmi una valigia in 15 minuti, a prendere una decisione importante dopo 30 minuti di vera analisi dei fatti: togliere ciò che non serve più è il primo piccolo, ma fondamentale, passo. Cose, persone, discorsi, pensieri: la questione è di qualità, non di quantità. Ho bisogno di cose semplici e pragmatiche, di parole positive, di non disperdere energie, di ritagliarmi alcune ore di gioia concreta, passeggiando sotto questo ultimo, tiepido sole, con la macchina alla mano e guinzaglio nell’altra, o imparando qualcosa di nuovo in un libro, ad un corso, da qualcuno, e cercando di capire sempre meglio quale sia la strada giusta per me, soprattutto come imboccarla. E poi c’è il cibo. Si ribadisca l’ovvio, io non insegno a cucinare, che anzi avrei un’infinita voglia di imparare seriamente a farlo: condivido esperimenti, immagini, emozioni sul cibo.

Così, tanto per cambiare, l’altro giorno non avevo tempo. Però due cose so con certezza: che non sopporto la pasta all’olio e che si può fare un meraviglioso pesto di qualunque cosa in pochi minuti.

Pesto di zucchine crude

Prendete

1 zucchina

una punta di aglio

6 mandorle spellate

6 pezzetti di pecorino semistagionato grandi come le mandorle

una presina di sale grosso

qualche fogliolina di menta

olio evo

pepe nero

E

Lavate la zucchina, fatela a pezzi e mettetela nel mixer con una punta di aglio privato dell’anima, le mandorle, il sale, il pecorino, la menta e frullate. Io preferisco non ridurlo completamente in crema, ma il risultato spesso dipende dalla zucchina. Passate in una ciotolina, aggiungete una grattata di pepe e incorporate l’olio secondo i vostri gusti.

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Ah! Le dosi sono per due persone, nel caso moltiplicate.

Potete utilizzarlo come classico condimento per la pasta, come ho fatto io con gli spaghetti: in questo caso allungatelo con un paio di cucchiai di acqua di cottura della pasta e fate saltare un minuto.

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Questo pesto è buonissimo anche per i crostoni: abbrustolite qualche fetta di pane a lievitazione naturale, spalmatele generosamente di pesto e spezzateci sopra una mozzarella di bufala, così, senza pensarci troppo, magari la domenica a pranzo.

Prima che arrivi davvero l’autunno investite due minuti a fare il pesto con  le ultime zucchine che vi sono rimaste e fatene preziosi barattolini da congelare: quando tornerete a casa tardi, magari dopo che vi sarete dedicati a fare qualcosa che amate davvero fare, saranno perfetti come salva-cena e salva- aperitivo :-).