Prove tecniche di volo. Ravioli di pesce spada con carciofi alla vaniglia.

Poi finalmente ho cominciato a piangere, e tutto s’è fatto buio, grigio e spaventoso. La crepa si è aperta, alla fine. Ho avuto il terrore puro di avere un pugno di sabbia tra le mani e ho tremato un giorno e una notte. Intanto all’alba s’è fatta Primavera. Chi sono? Cosa sto facendo? Queste le domande che mi tengono sveglia la notte e a cui devo rispondere ora coi fatti. Un anno fa sapevo chi ero e dove stavo andando, ma in un anno è cambiata tutta la mia vita e ora mi sento un personaggio in cerca di autore… e l’autore sono io. Che la mia forma stia già tutta dentro al marmo? Ormai è questione di pochi giorni, tra un paio di settimane si parte con le prime collaborazioni, e se da un lato non vedo l’ora di iniziare dall’altro vorrei che il mio anno sabbatico non finisse mai… No, non ho terra che mi regga in questo periodo, mi innamoro di ogni cosa che vedo e cambio idea ogni quarto d’ora, ma come fare diversamente, con tutta la Bellezza che c’è al mondo?

La Bellezza che ritrovo quando dismetto finalmente la malinconia e comincio a impastare. La farina fra le dita. Il composto che prende corpo. La pasta liscia sul dorso delle mani. La Bellezza di creare qualcosa da un insieme di elementi sconnessi. Così oggi ritorniamo a un po’ di cucina seria, sana e bella con un piatto assurdamente buono che ho imparato a fare a scuola, i ravioli di pesce spada con carciofi e vaniglia. Per chi fosse nuovo sul blog, la vaniglia, ovviamente, ce l’ho messa io. La ricetta è lunga e complicata, è divertente ma richiede un po’ di metodo, che voi ormai avrete capito quanto ne ho bisogno in questo periodo…

Continua a leggere

Annunci

Impara l’arte. Quiche alla Vignarola

Ho da poco finito di leggere “Julie&Julia”. A volte avevo l’impressione che fossi io a parlare, nel libro. Stessi pensieri, anche in alcuni modi di esprimerci ho trovato certe notevoli somiglianze. Anche per me sarebbe un sogno lavorare in pigiama. A casa mia intendo, con il mio computer, la mia tazza di caffè e via dicendo. Ma quanti lo hanno già sognato?  Recentemente mi sono chiesta quanti siamo nel mondo ad andare a lavorare ascoltando in macchina “Comptine d’un autre été”. O a cantare a squarciagola, secondo l’umore. Trovo in un certo modo confortante sapere che, qualunque cosa stia pensando, qualcuno da qualche parte lo ha già pensato. Lo sta pensando. Lo penserà. Tuttavia ciò rende assai improbabile che io abbia mai l’idea del secolo e questo lo trovo un tantino deprimente. Torniamo ai fornelli, fate un piccolo test enogastronomico. Pensate un piatto. Provate a pensare a qualcosa di veramente ardito, qualcosa che vi sembri proprio geniale, oppure accostate alimenti a caso e cercate su Internet. Scoprirete che qualcuno lo ha già fatto, scritto, fotografato e mangiato plurime volte. Allora mi chiedo: l’arte si impara, ma il genio??

IMG_2667

 

Continua a leggere