Un’allegoria del calore: vellutata di zucca con crostini aromatici

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Sarà Novembre.  Saranno queste foglie che cadono gialle, leggere, stanche, e che il vento si porta via. Sarà questa pioggia fine, costante, morbida, questo cielo perennemente plumbeo. Queste copertine appoggiate al divano, questa lana ritrovata, dove affondare le mani prima di disporla in ordine negli armadi. Conosco persone che d’inverno vivono col phon attaccato accanto al letto. E non per asciugarsi i capelli, ma per spararsi aria calda in faccia o sotto le coperte. Ne ero all’inizio rimasta basita. Mi hanno cresciuta terrorizzandomi con l’idea della facile combustibilità dei letti con le stufine, le candele, poi le sigarette, le termocoperte e che altro ne so, insomma figurarsi un phon. Che in generale uso anche poco. E  poi.

Poi mi sono resa conto ieri che da un po’ di giorni sono spesso in bagno a passarmi il phon sulla testa, le spalle e in faccia. La mattina appena sveglia, la sera prima di andare a dormire. La mattina effettivamente questo semplice gesto mi aiuta a dare il giusto verso al mio ennesimo taglio di capelli. Ma c’è dell’altro, la sensazione non è solo di (s)pettinato, non ho solo freddo: non cerco caldo, cerco calore. Il calore che serve alle uova per schiudersi, ai funghi per nascere sotto le foglie morte, al serpente per mutare la pelle. Cerco il calore che mi serve.

E questa vellutata, semplice e buonissima, col suo colore intenso e la sua piena morbidezza è per me la quintessenza del calore in tavola. Sarà per questo che continuo a cucinarla e ricucinarla, e non mi stanca mai?

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Vellutata di zucca con crostini aromatici

Zucca e patate in proporzione 2:1

1 scalogno

sale

pepe

olio evo

acqua q.b.

qualche cubetto di pane raffermo

1 noce di burro

salvia

rosmarino

In un tegame fate soffriggere uno scalogno tritato in poco olio. Unite le verdure tagliate a cubetti, salate, coprite a filo con acqua fredda, fate cuocere finchè le verdure saranno morbide, quindi frullate tutto con un  mixer a immersione. Aggiustate di sale.

A parte, fate un trito finissimo di salvia e rosmarino. Sciogliete una noce di burro in una padella e mettete a tostare i cubetti di pane cosparsi del trito di aromi fino a renderli croccanti. Arricchite generosamente la vostra vellutata di crostini.

 

 

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Un pensiero su “Un’allegoria del calore: vellutata di zucca con crostini aromatici

  1. Provata….nella versione cicciona!!!… oltre ai cubetti di pane ho aggiunto anche dei quadratini di pancetta che ho reso croccanti rosolandoli in padella. Una bontà!

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