Arista panata al mais con verdure al forno e un’inverno che sa già di primavera

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Passeggiavo stamattina col mio cane quando sono incappata in un prato di viole fiorite. “Ma quant’è che non scrivo?” mi sono chiesta con un brivido. E’ passato un sacco di tempo, è vero. Del resto l’inverno è anche questo, gesti lenti, coperte calde, stirarsi sonnacchiosi in un freddo pomeriggio domenicale. Poi, inaspettato, è arrivato un sole caldo a svegliarci. Così si parte, anche se ancora un po’ in sordina, con i grandi progetti per la primavera. Perché la scuola è finita e non esagero quando dico che sono stati i due mesi più belli della mia vita. Imparare ogni giorno una cosa nuova ha ridato forma al mio tempo, che da ripetitivo e circolare è diventato lineare, denso ma allo stesso tempo fluido, in un gioco di tagli, profumi e parole che non scorderò mai. Lo scorrere della pasta sul dorso delle mani, la spumosità di una crema, il profumo delle spezie, le espressioni amiche. Il sorridere di un errore, riempire una sac à poche, comporre un piatto con arte e infine gustare le nostre creazioni davanti a un bicchiere di buon vino. Così ho imparato, sopra a ogni altra cosa, la Bellezza, e me la porterò sempre nel cuore.

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Gli ultimi soffi d’inverno. Zucca e feta al forno

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Sono gli ultimi soffi d’inverno, lo sento. Così me ne sto qui al calduccio, felpa e playlist preferita, al tavolino da fumo con PC e tazza fumante di thé alla rosa, alla giapponese, a scrivere probabilmente l’ultimo post dell’inverno. Perché questo vento freddo, che scompiglia i capelli e fa lacrimare gli occhi, porta già notizie di primavera. Se inspiro profondamente sento che si prepara una magnifica fioritura.

Mai come adesso ho avuto bisogno di un cambio di stagione. Di aria nuova, di un cambiamento reale, di nuovi profumi, di nuova ispirazione. Ultimamente passo più tempo da sola di quanto ne abbia mai passato in vita mia. Mai un mese è passato così lentamente, mi sento letteralmente ai blocchi di partenza: ho bisogno di fare una lunga corsa nel verde, e non voltarmi più indietro. E intanto penso, leggo, dormo, guardo svogliata tre uova che ormai saranno diventate polli ruspanti e torno a leggere: ma è anche il bello dell’inverno, no?

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Il grande freddo e il Curry di zucca e ceci

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Sembra che nel week-end sia in arrivo un freddo allucinante. Ho visto che in rete la chiamano la “sciabolata artica”, e vi lascio immaginare la gioia che noi-frequentatori-delle-sei-e-cinquanta-dell’area-cani possiamo provare nell’apprendere la notizia. Ma cosa non si fa per amore! Con tutto che poi, se vogliamo dircela tutta, il freddo mantiene giovani e se ha da venire che venga, noi ci prepariamo alla grande con guanti, cappelli, sciarpone, e, se la ritrovo, tuta da snowboard 😉

Si, patisco il troppo caldo e il troppo freddo, specie quando arrivano così, senza mezzi termini, mezze misure, mezze stagioni! Dovrei vivere a Fuerteventura, bisogna che ci faccia un pensierino serio: venti gradi tutto l’anno, il mio paradiso in terra 🙂

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Un’allegoria del calore: vellutata di zucca con crostini aromatici

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Sarà Novembre.  Saranno queste foglie che cadono gialle, leggere, stanche, e che il vento si porta via. Sarà questa pioggia fine, costante, morbida, questo cielo perennemente plumbeo. Queste copertine appoggiate al divano, questa lana ritrovata, dove affondare le mani prima di disporla in ordine negli armadi. Conosco persone che d’inverno vivono col phon attaccato accanto al letto. E non per asciugarsi i capelli, ma per spararsi aria calda in faccia o sotto le coperte. Ne ero all’inizio rimasta basita. Mi hanno cresciuta terrorizzandomi con l’idea della facile combustibilità dei letti con le stufine, le candele, poi le sigarette, le termocoperte e che altro ne so, insomma figurarsi un phon. Che in generale uso anche poco. E  poi.

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Arancio, arancino: risotto alla zucca

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Tutto si tinge lentamente d’arancio. I frutti sugli alberi,  le prime foglie cadute ai lati delle strade. Gli splendidi tramonti di ottobre, che dopo giornate ancora molto calde  precedono di pochi istanti piccoli brividi sulla pelle, la voglia di infilarsi una felpa, o sotto una coperta… E poi c’è lei,  la zucca, la regina d’autunno. Ho inaugurato la stagione con un classico risotto, che grazie alla bontà della materia prima ho cotto semplicemente con dell’acqua: però mi raccomando, assicuratevi di avere una zucca veramente buona, altrimenti usate il  brodo vegetale.  Io avevo una zucca “noce di burro” (di cui ho usato anche la buccia), ma anche una mantovana va benissimo, sono entrambe dolcissime, corpose e molto saporite.

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Risotto alla zucca

Prendete

200 gr di riso Vialone nano

200 gr di zucca “Noce di burro”

1 scalogno

1 litro di acqua

olio evo

burro

sale e pepe

E:

Mettete a bollire un litro d’acqua circa. Non salatela, salerete direttamente il riso in cottura.

Pulite e fate a cubetti la zucca, mettetela a stufare con un due fiocchi di burro in una padella piccola,  coperta, a fuoco basso, finché non sarà abbastanza morbida da potere essere schiacciata con la forchetta. Se necessario aggiungete mezza tazzina d’acqua.

Fate un fondo di olio e scalogno e fate soffriggere alcuni minuti a fuoco basso, versate  il riso e fatelo tostare. Iniziate quindi ad aggiungere acqua con un mestolo senza smettere di girare il riso, in modo che rilasci l’amido. Salate un pochino. A metà cottura unite la zucca che avrete ridotto in crema con una forchetta, aggiustate di sale e pepe e portate a cottura il riso. Potete mantecare con un po’ di burro.

Questo risotto tenderà a saziarvi quasi subito. Se ve ne avanza, non buttatelo! Il giorno dopo potete utilizzarlo per farne questi!

Arancini di riso alla zucca

Risotto alla zucca della sera prima

pangrattato

salvia

pecorino

Con un mattarello, stendete il riso tra due fogli di carta forno. Con le mani bagnate, prendetene una parte e mettetela sul palmo di una mano. Mettete al centro una foglia di salvia e sopra un cubetto di pecorino. Richiudete la mano a formare una pallina di riso e passatela nel pangrattato. Proseguite fino a esaurimento del riso. Infornate per circa 20 minuti girandole un paio di volte. Saranno perfette per accompagnare un fresco Spritz domenicale 😉 .

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