Eredità familiari. Il bigolotto di mele

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Sono figlia di migranti. Il frutto di traiettorie incrociate, in qualche modo predeterminate dalla Storia, quella con la S grande, quella che chiama “le masse” milioni di uomini e di donne in movimento, alla ricerca di una vita migliore, per sé e per le loro famiglie. Provenienti dagli angoli opposti del Paese, ma spinte dalle stesse motivazioni, le famiglie dei miei sono confluite nella grande, grigia metropoli alla fine degli anni Sessanta. I due giovani migranti si sono conosciuti poco dopo: un destino in comune, chissà, tante cose di cui parlare, e da cosa nasce cosa e fra queste, io. Vent’anni dopo i due ancor giovani migranti lo hanno fatto di nuovo, con le stesse motivazioni delle loro famiglie. Forse è per questo che sono come sono, il movimento ce l’ho nel sangue, il cambiamento mi esalta, i traslochi mi mettono allegria, in ogni luogo mi sento a casa e in qualche modo non mi sento mai a casa…

Hanno lasciato tutto indietro, ma non le tradizioni di famiglia, i dialetti, i piatti dei loro luoghi: tutto questo i miei nonni se lo sono portati con loro, lo hanno trasmesso e questa oggi è la mia eredità, il mio tesoro più grande:)

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Papà me l’ha passata così, sostenendo che così gliel’ha passata nonna. Questo è quanto basta per presentarlo come IL Bigolotto, l’originale, quello vero, quello di famiglia. Sono abbastanza sconnessa dal Veneto per non avere un’idea precisa di quanto questa ricetta si discosti da un presunto Originale (oggi maiuscole come piovesse!), ma quelle che ho trovato sono torte molto “ricche”, in termini di materie prime. A casa mia invece si tramanda come il dolce della povertà, di quando “mele ce ne erano tante, e il resto poco”, ma detto in veneto, detto da nonna :). In questo dolce le mele sono veramente le regine, il resto serve solo a legare, a farle stare insieme: il risultato è un dolce morbidissimo e succulento, buono caldo e freddo e facilissimo da preparare.

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Il bigolotto di mele

1 kg di mele renette

succo di mezzo limone

100 gr di farina

3 cucchiai di zucchero di canna

1 uovo

1 bustina di lievito

1 bicchiere scarso di olio di semi di girasole

1 bicchiere di vino bianco

1 cucchiaio di zucchero bianco

pangrattato

Sbucciate  le mele e fatele a pezzi irregolari.

Mescolate la farina con il lievito. Imburrate una tortiera e foderatela di pangrattato. Accendete il forno a 180°C 10 minuti prima di infornare, il forno non deve essere arrivato a temperatura.

Montate con la frusta elettrica l’olio con il vino, lo zucchero e l’uovo. Incorporate il composto di farina e lievito con la frusta a mano, quindi ripassate il tutto con la frusta elettrica. Aggiungete le mele e mescolate bene, quindi versate il composto nella tortiera e spolveratelo con lo zucchero bianco. Il dolce è pronto quando sopra è brunito, circa 30 minuti di cottura.

Ogni tradizione, come mi hanno insegnato, porta con sé un relativo processo di innovazione: papà avrà sicuramente introdotto qualche variante, e io farò le mie, così come deve essere. Voi provatelo, poi introducete le vostre: e magari, raccontatemele 🙂

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