Galette mela e cannella

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“Ogni parola ha conseguenze. Ogni silenzio anche.”

J.P. Sartre

Resto allacciata al peso specifico di un silenzio necessario. Ad una foto ingiallita appesa al muro degli anni di noi. Ai piccoli oggetti e le carte, all’arte mai appresa di lasciarsi. Se per fare un passo in avanti si debba perdere per un attimo l’equilibrio è questione su cui non so dire se non che la ritrovo nella grana grossa di un mazzo di carte gettato sul tavolo, di un puzzle mai finito e infine distrutto. Il peso specifico delle parole necessarie. Riorientare il corpo, conoscere lo spazio, sentire le zone d’ombra con un brivido sul primo tramonto di Marzo. Cercare la luce adatta a inventare la storia. Scegliere quale parte reclama l’urgenza di essere. Passare un colpo di spugna sulla tela. Capire il senso di una trama solo ai titoli di coda. Lasciarsi essere, andare lontano. Concludere una metamorfosi, come la farfalla che, schiuse le ali con rapido gesto, si volta a guardare il corpo di bruco sullo stelo di un fiore nel prato di noi.

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Le farine dimenticate. Muffin con farina di ceci e mele

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Ho comprato un libro che mi ha fatto venire una gran voglia di svuotare tutti i barattoli delle farine che ho in dispensa. Si chiama “Le farine dimenticate” ed è stato scritto da due blogger che non conoscevo. Mi è piaciuto subito e sin dalla copertina ho capito che era il libro giusto per me, che ho scritto una tesi sulla panificazione tradizionale :). Così, complici queste giornate molto fredde e umide, ho deciso di coccolarci con dei muffin alle mele e di arricchirli con la farina di ceci, una delle farine alternative a quella di grano di cui si parla nel libro. In realtà l’avevo già usata qui per una preparazione salata, ma devo dire che anche nei dolci ha trovato un ottimo impiego.

La farina di ceci si trova ora in commercio, ma leggo che prima veniva prodotta macinando i ceci essiccati. E’ priva di glutine e questo la rende perfetta per le persone celiache o intolleranti al grano, tuttavia per migliorarne le proprietà nutritive è utile associarla a dei cereali. Ricca di proteine vegetali, contiene anche molte vitamine e sali minerali come il calcio, il fosforo e il ferro, oltre a fibre e saponine che impediscono l’assorbimento del colesterolo cattivo nell’intestino.

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Aprile, dolce dormire e una torta di mele e mascarpone

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Aprile è il mese del sonno e confesso che nel tempo libero non sto facendo quasi altro che dormire. Come una lucertola, ho assaporato i primi caldi del mese stesa al sole a sonnecchiare. Come una moderna Bella Addormentata nel Bosco, ho passato grigi pomeriggi di pioggia avvolta nel mio plaid, sul divano, a leggere un libro e a ricaricare le batterie con una tazza di thè bancha profumato, con sentori di sottobosco, regalo della mia dolce sorella.

Anche la cucina dorme, silenziosa, frequentata poco spesso e  per preparazioni veloci, di cui ho poco da raccontare. Non so se si è capito, ma gli sbalzi termici e la primavera mi hanno messo una gran voglia di non far nulla! E purtroppo non ho scritto nulla nemmeno sul blog per quasi un mese… Per farmi perdonare torno con una torta morbida e profumata che vi consiglio di provare subito 🙂

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Adoro le torte di mele, tutte, e vi consiglio di dare un occhio qui per farvi ispirare, come ho fatto io, ma le mie preferite sono quelle dove la mela fa da regina e l’impasto risulta quasi un accessorio, come questa, il bigolotto del mio papà, anche se dopo aver provato la torta che vi propongo oggi devo dire che si è guadagnata forse il primo posto nel  mio cuore! Le mele devono essere tagliate grossolanamente, in modo che in cottura diventino morbide ma mantengano anche la loro consistenza. Il mascarpone rende l’impasto soffice, quasi umido, che contrasta amabilmente con la crosticina della torta che si forma naturalmente cospargendone di zucchero la superficie prima di infornarla.  E voi, avete la vostra torta di mele preferita?  Continua a leggere

Eredità familiari. Il bigolotto di mele

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Sono figlia di migranti. Il frutto di traiettorie incrociate, in qualche modo predeterminate dalla Storia, quella con la S grande, quella che chiama “le masse” milioni di uomini e di donne in movimento, alla ricerca di una vita migliore, per sé e per le loro famiglie. Provenienti dagli angoli opposti del Paese, ma spinte dalle stesse motivazioni, le famiglie dei miei sono confluite nella grande, grigia metropoli alla fine degli anni Sessanta. I due giovani migranti si sono conosciuti poco dopo: un destino in comune, chissà, tante cose di cui parlare, e da cosa nasce cosa e fra queste, io. Vent’anni dopo i due ancor giovani migranti lo hanno fatto di nuovo, con le stesse motivazioni delle loro famiglie. Forse è per questo che sono come sono, il movimento ce l’ho nel sangue, il cambiamento mi esalta, i traslochi mi mettono allegria, in ogni luogo mi sento a casa e in qualche modo non mi sento mai a casa… Continua a leggere