Frutti e gesti antichi. Marmellata di mele cotogne

 

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Le mele cotogne fanno parte di una più ampia classe di frutti dimenticati, come le giuggiole, i corbezzoli, le corniole. Sicuramente le ha dimenticate la grande distribuzione, dove non se ne può trovare assolutamente traccia. Ma io vi sfido anche a indicarmi un fruttivendolo che ancora le commercia. Credo che una parte dell’oblio in cui è caduta questa antica varietà di mele dipenda dal fatto che sono frutti che richiedono una lavorazione per essere gustati, cosa che mal si concilia coi nostri frenetici, stressanti, snervanti tempi post-moderni. Tuttavia credo che mai come in questo caso lo sforzo di riordinare le priorità e ritagliarmi un paio di ore per me  sia valso il risultato, perché posso affermare con certezza che non ho mai assaggiato una marmellata più buona di quella fatta con le mele cotogne.

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Qualcosa da imparare e le crostatine di Claudia

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Ho riattaccato il mio PC portatile allo schermo grande, che detto così pare nulla, ma a me è sembrato di piantare una bandiera sulla Luna. Perché quando hai un cane che, lasciato solo, salta in preda alla follia su qualunque cosa, ulula per ore e spacca quello che trova non si consiglia di lasciare un laptop su un mobiletto. Mi ha mangiato la porta d’ingresso, capite? Ora, ringraziando il cielo, esistono i professionisti per aiutarci laddove noi abbiamo evidenti lacune e così ci siamo affidati a un educatore per cani. Per padroni, in realtà, se ce la vogliamo dire tutta…ma sia come sia, funziona! E questo mi ha fatto riflettere a lungo. Viviamo circondati da sette miliardi di persone da cui teoricamente possiamo imparare cose che non conosciamo, che ci interessano, che vorremmo o dovremmo sapere e saper fare. Questa consapevolezza mi ha dato una grande carica, perché sono tantissime le cose in cui voglio migliorarmi e su cui voglio saperne di più. Lentamente, ma inesorabilmente, sto riprendendo il controllo: dei miei tempi, della mia casa, della mia vita 🙂 Continua a leggere

La mia “Soul Cake” per un anno di blog: crostata variegata alla ricotta e marmellata di fichi

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Caro vecchio amico, Settembre. Lo amo più di ogni altro mese dell’anno, con le sue serate fresche e quella sua aria da terra di confine, mentre la voglia di partire ci rimane ancora nel sangue e  si trasforma in nuove idee, nuovi buoni propositi. Con le sue agende nuove che profumano di nuova vita, con le sue magliette che accarezzano le braccia, con i suoi pomeriggi tiepidi e le prime foglie che ingialliscono, e mosse dal vento ci regalano finalmente la prima mattina d’autunno.

Amo Settembre, amo l’autunno: forse perché è il mese in cui sono nata e forse anche perché è il mese nel quale sono nate le mie idee migliori, o anche se non sempre le migliori sicuramente quelle che hanno rivoluzionato la mia vita, nel bene o nel male. A Settembre rinasco a nuova vita, a nuova gioia 🙂

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Pausa fresca di mezza estate. Marmellata di susine gialle alla vaniglia o cannella

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Per me è una legge più che fisica, direi matematica: col primo fresco rinasco. Ho passato le ultime settimane in silenzio, quasi immobile, lontanissima dai fornelli e da svariate forme di vita sociale, conservando ogni minuscolo granello di energia con un solo obiettivo: sopravvivere a questo caldo drammatico. Così la pioggia battente del fine settimana, sferzata da un vento fortissimo, che tanto ricordava un tifone tropicale, nonostante non fosse uno spettacolo rassicurante- anche solo perché ho il terrore dei tuoni- a me ha messo una grande allegria. Avete presente quelle povere piantine di basilico appassite che avete dimenticato al sole un giorno di troppo? Ecco, io sotto quella pioggia mi sentivo felice come loro!

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Così di buon mattino sono arrivata a casa di mia madre con una cassa da dieci chili di susine colte di fresco. Belle, dolcissime, e soprattutto tante! In questo periodo gli alberi di susine sono veramente carichi, e nelle campagne toscane non è affatto raro trovare alberelli pieni di frutta che nessuno raccoglie: regalatevi un po’ di tempo per fare una passeggiata al tramonto e portate con voi un cestino o una busta di stoffa, con un po’ di fortuna avrete frutta a volontà a chilometro e costo zero! Nel mio caso la fonte è di nuovo il magico orto di mio suocero, che ne sta producendo quantità industriali: dovevamo assolutamente farne una marmellata! Special guest e soprattutto Art director dei lavori è stata la mia nonna, trattenutasi in Toscana un po’ più a lungo del previsto a causa di una sfortunata caduta che le ha regalato un mese di gesso e una noia infinita, coadiuvata anche da questo clima infame e quindi felicissima di contribuire alle operazioni statiche quale la preparazione della frutta, impartire le direttive chiave e sentenziare ai vari assaggi :). Abbiamo cotto la frutta in due diverse pentole, in una delle quali abbiamo aggiunto una bacca di vaniglia, mentre nell’ altra abbiamo messo la cannella: sono venute entrambe meravigliose, anche se personalmente ho un debole per quella alla vaniglia, che credo si rivelerà molto pericolosa per le colazioni delle prossime settimane…IMG_2985

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