Scones all’uvetta con note a margine

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Ho vissuto momenti di grande ispirazione nella mia vita. Momenti di gioia pura e di grande fiducia, in me stessa e nelle possibilità che il mondo intorno a me poteva offrire. Ecco, questo Natale, con annesso Capodanno e rientro in ufficio non è stato esattamente uno di quei momenti. Credo di aver toccato il fondo assoluto della mia batteria interiore a Natale, a casa di mia nonna, mentre sedevo, scarmigliata e in ciabatte, in mezzo ai miei parenti, con la loquacità di un pesce rosso e la verve di un morto da tre giorni. C’è poco da fare in questi casi: quando uno è a terra bisogna che per un po’ si sieda. Il mio 2015 è stato un anno faticoso, controverso, e sono stata felice di salutarlo. Poi il terzo giorno dell’anno nuovo mi sono seduta qui davanti, senza scrivere nulla, e mi sono messa a pensare a cosa è cambiato in me da quando l’ho aperto, questo blog. L’ ho aperto in uno di quei momenti deliziosi della mia vita in cui io sorridevo al mondo e lui mi mi sorrideva di rimando: ritornare a scrivere era la gioia più grande che potessi regalarmi, in quel momento. Fin da ragazzina sono sempre stata una prolifica scrittrice: ho montagne di diari, che ho scritto da quando avevo 11 anni fino ai 28. A parte  che negli anni in cui sono stata fidanzata non ho scritto assolutamente nulla. Ops. Ci sono pagine bianche, buchi temporali nella narrazione della storia della mia vita perfettamente coincidenti alle mie storie d’amore più serie. Forse che un fidanzato,  in quanto amico e confidente, sostituisse in qualche modo la funzione del diario -annotare i fatti miei, gioie e paturnie, e poi trarne consiglio? O forse semplicemente non c’era nulla che ritenevo di dover essere raccontato o discusso tra me e me, in quei periodi? Come se qualcosa di me si fosse sospeso, sopito, o fosse andato a farsi un giro. Adesso, le narrazioni delle mie alterne singletudini non rappresentano alcun motivo particolare di interesse, e nemmeno le rileggo con piacere -magari fra vent’anni…- tuttavia il grande Why? mi ha tenuto sveglia qualche pomeriggio delle mie solitarie ferie post-natalizie. La lampadina mi si è accesa mentre portavo a spasso il cane: credo che il nodo della questione stia in un problema di deleghe. Nelle scelte che facciamo, o che non facciamo, o che facciamo fare ad altri per noi. Come quando lasci giù quel cappello che adori perché ti hanno detto che ti sta malissimo. Come quando dici “Scegli te, che a me va bene tutto”, ma non lo pensi fino in fondo. Come in un lavoro fisso, in cui non devi scegliere nulla, ma casomai ringraziare che ti abbiano scelto. Come quando lanci in aria una moneta, e trattieni il fiato in attesa di vedere qual’è la faccia che deciderà per te.

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Aprire questo blog è stato come aprire il mio cuore. Cucinare. Fotografare. Scrivere. Mi piaceva l’idea di dare forma scritta a un pensiero, lasciarne una traccia annotata a margine di una ricetta che ritenevo degna di essere condivisa e che io per prima avrei avuto piacere a rileggere e a rifare, uno spazio pubblico ma totalmente autogestito, finalmente, in cui io avrei deciso cosa fare e quando fare e come fare. Uno spazio di bellezza. Uno spazio libero. Ho smesso di scriverci volentieri quando ho iniziato a farlo pensando a chi avrebbe letto, qualche mese fa. Ho iniziato a tagliare, limare, cancellare, chiudere. Incredibile, il potere di un commento: una delega, di nuovo. Ora, chi mi conosce un po’ meglio sa che probabilmente devo aver sbagliato fila, quando distribuivano la fiducia in sè stessi, ma è anche vero che spesso la catarsi sta proprio dietro un angolo. Così alla fine, l’altra mattina, mentre sfogliavo un libro di ricette ben collaudato, mi è tornata la voglia di scrivere 🙂

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Gli scones sono piccoli, soffici panini che vengono serviti in Inghilterra con il thè delle cinque. La ricetta prevede pochissimo zucchero,  perché solitamente vengono poi farciti con burro e marmellata, anche se io in realtà li trovo fantastici anche da soli. Si preparano in maniera semplice e veloce, per cui potete farli al volo e servirli ancora tiepidi con il thè , così come raccomanda la tradizione. Ho incontrato gli scones la prima volta sul libro di questa blogger famosissima e da allora li ho rifatti una marea di volte, introducendo piccole varianti personali che ho scritto qui-anche se ho messo tra parentesi gli ingredienti standard, casomai vi mancasse proprio il latte di capra 😉 .

Ho pensato che fosse il dolce perfetto per iniziare il nuovo anno di blog: la ricetta è stra-consumata nella food-blogosfera ma fuori di essa è sconosciuta ai più: perciò ve la regalo, nel caso non ne abbiate mai sentito parlare, così da oggi magari potreste iniziare a farli anche voi 🙂

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Scones all’uvetta ( dosi per 10 scones)

250 gr. di farina di farro (o 00)

150 ml di latte di capra (anche di mucca va bene!)

80 gr. di uvetta

5o gr. di burro

1 cucchiaino abbondante di lievito per dolci

2 cucchiai di zucchero di canna integrale ( o bianco)

1/2 cucchiaino di sale

1/2 cucchiaino di polvere di vaniglia

1 uovo

Mescolate la farina con il lievito, lo zucchero, il sale e la vaniglia. Aggiungete il burro morbido tagliato a cubetti e sbriciolatelo nella farina con la punta delle dita. Aggiungete l’uvetta e il latte e mescolate. Lavorate l’impasto con le mani velocemente, aggiungendo un po’ di farina se necessario, finché l’impasto non sarà più appiccicoso. Stendete la pasta ad uno spessore di 3 cm e con un tagliapasta di diametro 5 cm ritagliate i vostri scones. Disponeteli su una teglia foderata di carta da forno in modo che non si tocchino e spennellate la superficie con l’uovo sbattuto. Cuocete a 200°C per circa 15 minuti finché non saranno dorati. Sfornateli e delicatamente trasferiteli su una griglia a intiepidire.

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