Stagioni. Sformato di cavolfiore giallo e ricotta

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“Non si è mai troppo grandi per odiare il cavolfiore”, è il motto del mio compagno. Vi farei vedere la sua faccia quando apre il  frigorifero di questi tempi, visto che è inverno e questo passa il convento, come si dice: la trinità broccolo-cavolfiore-cavolo nero, con variazioni sul tema che vanno dal romanesco al cavoletto di Bruxelles, meno frequentemente il cavolo verza e se, ma solo se, sto davvero morendo di fame il cavolo cappuccio, che proprio non mi piace. Completano il panorama finocchi, patate e carote. E questo è quanto. Però ne ho trovato uno di insolitamente allegro, con questo giallo acceso che contrasta e combatte il grigio piatto di questi ultimi giorni di pioggia fine e incessante, e poiché l’arte di camuffare abilmente delle verdure invise in ricette appetitose torna evidentemente utile per tutte le età, ne ho fatto uno sformato 🙂

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La cucina di stagione, specie quella invernale, mi ha sempre affascinato perché richiede uno slancio di immaginazione superiore, e ritengo anche che si ottengano in questo modo i piatti migliori, perché il gusto di un ortaggio coltivato nel suo periodo di naturale crescita assicura per una buona metà la bontà del piatto. Sono stata generosa con la quantità di ricotta nel mio sformato, per non correre il rischio di dovermelo mangiare tutto da sola.. ma vi assicuro che qualcuno, dopo un iniziale tentennamento, ha chiesto il bis 🙂

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Sformato di cavolfiore giallo e ricotta

1/2 cavolfiore

500 gr. di ricotta di pecora

1 uovo

3 cucchiai di parmigiano

olio evo

sale

pepe

1 noce di burro

pangrattato

Tagliate il cavolfiore a cimette e sbollentatelo 5 minuti in acqua salata, quindi lasciatelo scolare 10 minuti. In una ciotola unite il cavolfiore, la ricotta, sale, pepe, il parmigiano, l’uovo  e due cucchiai di olio e mescolate bene il tutto. Imburrate una pirofila e foderatela di pangrattato, versate il composto e livellate con una spatola. Coprite la superficie con il pangrattato, una spolverata di parmigiano e una di pepe, un filo d’olio e dei fiocchetti di burro e fate cuocere in forno a 190°C per circa 30 minuti. Accendete il grill e fate cuocere ancora 5 minuti.

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La mia “Soul Cake” per un anno di blog: crostata variegata alla ricotta e marmellata di fichi

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Caro vecchio amico, Settembre. Lo amo più di ogni altro mese dell’anno, con le sue serate fresche e quella sua aria da terra di confine, mentre la voglia di partire ci rimane ancora nel sangue e  si trasforma in nuove idee, nuovi buoni propositi. Con le sue agende nuove che profumano di nuova vita, con le sue magliette che accarezzano le braccia, con i suoi pomeriggi tiepidi e le prime foglie che ingialliscono, e mosse dal vento ci regalano finalmente la prima mattina d’autunno.

Amo Settembre, amo l’autunno: forse perché è il mese in cui sono nata e forse anche perché è il mese nel quale sono nate le mie idee migliori, o anche se non sempre le migliori sicuramente quelle che hanno rivoluzionato la mia vita, nel bene o nel male. A Settembre rinasco a nuova vita, a nuova gioia 🙂

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Piano B. Fiori di zucca ripieni di ricotta e menta

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E dunque. Riflettevo, un pomeriggio di questi, caldo da raccapriccio, mentre mi stavo cimentando nella drammatica impresa di eliminare il pistillo di questi meravigliosi fiori di zucca, giunti freschissimi dall’orto di mio suocero. Con precisione da chirurgo, armata di bisturi e nessuna esperienza in merito, tentavo di aprire questi fiori chiusi, senza romperli, quindi di inserire al loro interno il bisturino per rimuovere il suddetto. Troppo Grey’s Anatomy, lo so. Ma erano così belli e non volevo rovinarli, anche perché li volevo ripieni e perciò dovevano rimanere interi.

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Forse non tutti sanno che… Pasta, ricotta e fiori

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Forse non tutti sanno che molti fiori sono commestibili, sono buoni  e fanno bene. Lo sono le rose, con cui la mia mamma faceva una buonissima marmellata quando ero piccola. Lo sono le viole, le margherite, il tarassaco, la lavanda. Mamma è un’appassionata raccoglitrice, è grazie a lei che ho imparato ad apprezzare piante come la calendula e la borragine. Poi qualche anno fa ho conosciuto un’associazione di donne meravigliose, esperte nel riconoscimento, nella raccolta e nell’ utilizzo in cucina delle erbe spontanee, con le quali sanno creare dei piatti stupefacenti, nel gusto e nell’aspetto: da loro ho imparato a utilizzare i fiori in cucina, insieme a molte altre cose che vi racconterò sicuramente più avanti.

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Dunque osservavo un’ape spostarsi alacremente di fiore in fiore in una pigra domenica di sole. Ho cercato di ricreare, nel mio piccolo giardino  in città, qualcosa di simile ad un prato spontaneo, nel quale tutte le erbacce possono convivere in democrazia, poichè vige il divieto di strapparle, e che anno dopo anno si sta popolando sempre più di specie diverse. Su tutti i lati sto mettendo poi piante aromatiche importate dalla campagna, dai giardini e dagli orti altrui ed ecco che quest’ape insomma  si stava pascendo di tutto in po’ e io la osservavo con addosso un’ assoluta voglia di non fare nulla. Senonchè mi è venuto in mente, essendosi anche fatta una certa, che forse potevamo dividerci il pranzo. Così, con discrezione, per non urtare la suscettibilità dell’ape, ho colto un po’ di qua e un po’ di la per fare il sughetto più economico e veloce della storia.

Pasta di mais con ricotta e fiori

100 gr di fusilli di mais

1 generosa cucchiaiata di ricotta di mucca

un mazzetto di finocchietto selvatico

qualche foglia di basilico

fiori di rosmarino, calendula e borragine

olio evo

Mentre cuocete la pasta, miscelate in una terrina la ricotta con un po’ d’ acqua di cottura della pasta, un filo d’olio, il finocchietto e il basilico tritati grossolamente.  Scolate la pasta e mescolatela alla ricotta. Guarnite con i fiorellini :).