La cucina del riciclo: patè di melanzane grigliate

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Non so se capita anche a voi con le melanzane: io ne griglio sempre troppe. Per quanto siano anche facili e divertenti da cucinare, posto che si resista ai caldi infernali della griglia con queste temperature esterne, il risultato è sempre una vasca di melanzane che poi tocca rimangiare per una settimana intera, o che irrimediabilmente vengono buttate. E siccome a noi non ci piace buttare nulla oggi vi propongo un’idea-riciclo: il patè di melanzane grigliate, buonissimo spalmato sul pane da solo o come condimento per un panino farcito, come anche per un piatto di spaghetti.

Patè di melanzane grigliate

10 fette di melanzana grigliate

5 noci

olio evo

sale

pepe

qualche foglia di menta

Tagliate a pezzettini le melanzane e sgusciate le noci. Mettete il tutto nel mixer insieme a qualche fogliolina di menta e frullate. Aggiustate di sale e pepe e aggiungete olio, continuando a frullare, fino a ottenere una consistenza morbida. Trasferite in un barattolo. Potete anche congelarlo.

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L’insalata che visse due volte e divenne una pastasciutta!

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Questa ricetta nasce come un’ insalatona per palati forti e finisce per diventare un condimento gustosissimo per una pastasciutta. La storia in realtà attraversa quasi un anno, giusto il tempo che tornasse la stagione del radicchio variegato, perchè l’ insalata in effetti l’avevo preparata un anno fa. Sfortuna volle che, mentre ce la mangiavamo e intanto pensavo a quanto ci poteva venire buona una pasta, la stagione di questo radicchio particolare fosse finita, e quindi nulla, quest’insalata rivive oggi la sua seconda vita. Il radicchio variegato ha un sapore delicatissimo, con sentori di nocciola, ed è molto tenero. Ho aggiunto la cipolla cruda, che io adoro in insalata, con l’unico accorgimento di tenerla un po’ di tempo a bagno una volta tagliata… Non che elimini completamente l’ effetto poco conciliante della cipolla in quanto a socializzare, ma come vi dicevo è un’insalata per palati poco raffinati! Se proprio volete ometterla, rimarranno comunque la feta greca, l’ ellenico formaggio fresco di capra, e i pomodorini secchi a dare un gusto deciso alla vostra insalata.

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La cucina del riciclo: risotto con l’acqua del polpo

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“U purpu se coce cu l’acqua sua”, dice il proverbio. E che noi forse l’acqua la buttiamo? Ma certo che no! Quando avrete finito di condire la vostra bella insalata di polpo, con la sua acqua ci potrete fare un buon risotto. Il principio è molto semplice: non si butta via nulla! E’ così che voglio inaugurare questa nuova estate, con semplicità e zero sprechi 🙂

Ho scoperto di recente che non serve bollire il polpo, bensì potete adagiarlo direttamente sul fondo di una pentola con degli odori e farlo cuocere coperto a fuoco medio. L’acqua saporita e profumatissima che rilasceranno in cottura un paio di polpi di media grandezza sarà sufficiente per farci il risotto, che sembrerà, vi garantisco, a tutti gli effetti un risotto di pesce, anche se tecnicamente pesce non ce n’è!

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Fino all’ultima briciola. Gnocchi di pane con cavolo nero

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Smettete di buttarlo. Riciclare il pane è un atto politico, un’affermazione di consapevolezza economica e sociale, perché nessun alimento viene sprecato tanto quanto il pane.  Il pane vecchio è la base per tanti piatti gustosi, come la ribollita, la zuppa lombarda, una crema di verdure. Nella peggiore delle ipotesi, potete passarlo nel mixer e farne del pangrattato. “Fino all’ultima briciola” è il titolo della prima rubrica del mio blog: al tema del pane sono affettivamente molto legata e credo che sia veramente importante parlarne, partendo da qui, dal non buttare quello che vi avanza:) .

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