Arista panata al mais con verdure al forno e un’inverno che sa già di primavera

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Passeggiavo stamattina col mio cane quando sono incappata in un prato di viole fiorite. “Ma quant’è che non scrivo?” mi sono chiesta con un brivido. E’ passato un sacco di tempo, è vero. Del resto l’inverno è anche questo, gesti lenti, coperte calde, stirarsi sonnacchiosi in un freddo pomeriggio domenicale. Poi, inaspettato, è arrivato un sole caldo a svegliarci. Così si parte, anche se ancora un po’ in sordina, con i grandi progetti per la primavera. Perché la scuola è finita e non esagero quando dico che sono stati i due mesi più belli della mia vita. Imparare ogni giorno una cosa nuova ha ridato forma al mio tempo, che da ripetitivo e circolare è diventato lineare, denso ma allo stesso tempo fluido, in un gioco di tagli, profumi e parole che non scorderò mai. Lo scorrere della pasta sul dorso delle mani, la spumosità di una crema, il profumo delle spezie, le espressioni amiche. Il sorridere di un errore, riempire una sac à poche, comporre un piatto con arte e infine gustare le nostre creazioni davanti a un bicchiere di buon vino. Così ho imparato, sopra a ogni altra cosa, la Bellezza, e me la porterò sempre nel cuore.

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Tornare. Vellutata di porri, patate e nocciole

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Non indugerò nella narrazione delle vicissitudini a pioggia – anche se a sassaiola forse rende meglio l’idea- che mi hanno tenuta lontana così a lungo dal mio amato blog, ma le ultime quattro settimane sono state orribili. Fortunatamente di spalle su cui piangere ne ho avuta più di una, e ancor più fortunatamente credo di non aver più lacrime da piangermi addosso, quindi… eccomi di nuovo qua! Impegnata come sono stata in mille cose, la maggior parte delle quali mi sarei volentieri risparmiata, triste oltre ogni immaginazione, infine uccisa dall’influenza sotto otto strati di pile a chiedermi come avessi potuto ridurmi così,  non mi ero nemmeno accorta che è arrivato finalmente l’autunno. Tempo di funghi e di castagne… ma chi li ha visti? Non ho messo ancora piede nel bosco, ma conto di porvi presto rimedio: le stagioni vanno ascoltate e assaporate, la Natura è il più grande medico e maestro che potremo mai incontrare 🙂

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Eredità familiari e nuovi orizzonti. Patate riso e cozze: la tiella barese di nonna

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Quando starete leggendo probabilmente sarò già in viaggio verso la Puglia, l’amata terra di mia madre. Non è esattamente un viaggio alla scoperta, diciamo pure che è la quinta volta che vado a trascorrervi le ferie e che in generale ogni occasione è buona per farci un salto, ma che ci posso fare, io in Puglia mi sento a casa. Forse è il richiamo atavico delle mie radici materne, una certa non so come familiarità con quel mare, quel vento, quelle strade, ma so che ogni volta che ci vado mi sento bene, serena, calma, determinata, e ogni volta torno a casa con un sacco di idee e di progetti. Forse è l’effetto che fanno a tutti le ferie, in generale, ma non per me: la Puglia ha qualcosa di speciale. Eh si, molte fiammelle si sono accese negli anni, e molte purtroppo le ho lasciate spegnere al ritorno a casa, soffocate dalla routine e da una certa abitudine a scoraggiarmi abbastanza in fretta: così quest’anno parto senza aspettative, senza particolari attese di quello che sarà perché tanto so già che quando tornerò quello che troverò sarà un mondo tutto nuovo 🙂

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