Vellutata di cavolo cappuccio rosso con crostoni alle noci. Ripartire.

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Non potevo saperlo. Quella mattina non potevo sapere che per tutta la settimana Parigi sarebbe stata così vicina, si sarebbe imposta alla nostra vista con tale violenza. Parlavo di gioia, di lunghe passeggiate e di dolcetti. Rimpiango la spensieratezza delle festività, ora la cerco negli angoli, nelle pieghe dei giorni. Ho sentito tante cose, ne ho ascoltate veramente troppe. Ora ho solo bisogno di silenzio, un mare di silenzio. Ho bisogno di pensare. Silenzio e colore. Ieri pitturavo i miei nuovi sfondi di legno per le foto del blog, e mentre pitturavo sognavo. Sognavo cose fra le vene del legno. No, non sognavo la pace nel mondo come le “miss-ochette” dei film: tuttavia sono certa che se ognuno in cuor suo conoscesse un po’ più di pace, di pace nel mondo ce ne sarebbe tanta, tanta di più. Continua a leggere

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Di start-up e banana bread

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Complice il week-end lungo, mi sono concessa una giornata di ozio assoluto. Mi sono annoiata terribilmente e ho concluso la serata con un illuminante reportage su cosa significhi fare start-up a seconda dell’angolo di mondo in cui risiedi. Mi sono svegliata il giorno dopo immensamente triste e ho cucinato sei ore. “Ci vuole un fisico bestiale”, diceva una canzone che ascoltavo da bambina. Si, eccome se ci vuole. Ho passato un mese allucinante, faticoso, necessario. Il dolce far niente non fa proprio per me, ho da fare, ho voglia di fare. Ma ho la sensazione di cercare l’onda perfetta in aperta campagna. Così sono stanca ma non posso dormire. Leggo, scrivo, cucino, penso, fotografo. Mi documento. Stacco pagine dai giornali. Attacco post-it. Cerco di evitarmi tutte le cose che non ho più voglia di fare, faccio economia di tempo e di energia, due cose di cui ora più che mai ho proprio bisogno… Continua a leggere