Volver. Torta di fichi e mandorle

Non è facile trovare un incipit adatto dopo una lunga assenza. Si sente l’esigenza di misurare le parole per rifare capolino alla porta, in punta di piedi. Ma la verità è che col primo fresco ho trovato meraviglioso accendere nuovamente il computer, sedermi alla mia scrivania e con l’immancabile sigaretta ricominciare a raccontarvi le mie storie di sogni e di cucina. Vorrei tacere le lunghe meditazioni circa la sorte di questo blog, ma mentirei dicendo che c’ho pensato poi così tanto. Il crepitare delle foglie morte sotto i piedi nudi, la terra riarsa dal sole cocente, le piante esauste e i corsi d’acqua ridotti a rivoli non me l’hanno addolcita per niente, questa estate di profonde riflessioni.  E’ stata un’estate lunga e faticosa, di attese vane, di fughe e di ritorni, di perdite dolorose, di costruzione personale e professionale. Berlino era solo l’inizio. Piangendo, e poi ridendo, su Oberbaumbrucke, ho capito quello che dovevo fare al ritorno. Così ho indossato la mia divisa da chef e mi sono sentita al centro di un grande palcoscenico, la mia vita perfetta così come era, ho respirato a fondo e mi sono sentita felice. Ho aperto la Partita Iva, e ho fatto di Soul of Food una ditta individuale. Insegno a cucinare a neofiti e turisti. E questa sono io da grande :).

Ma non è stata solo un’estate di caldo insostenibile. Ho conosciuto persone meravigliose, amici di cui non posso più fare a meno, ho ballato ridendo fino all’alba. Ho dormito come un ghiro. Ho affilato i coltelli, provato ricette, migliorato il mio inglese, ho fatto il timbro della ditta, girato per resort e agriturismi per farmi pubblicità. Mi sono iscritta al corso di pasticceria di Claudia che inizierò in autunno. Ho scelto lo sport che voglio fare quest’inverno, tessuti aerei, per ricordarmi di volteggiare sempre in quota.

Settembre è il mese dei fichi. Nel mio giardino c’è una bellissima pianta di fichi che ogni anno ce ne dona un’infinità di cestini ricolmi. Sono piccoli ma sono dolcissimi, e quest’anno abbiamo deciso di mangiarceli invece di farne marmellata, che in casa mia i muri stanno ancora smaltendo il caldo degli ultimi due mesi. Ne ho salvati un po’ per fare questa torta, con cui vi do il benvenuto, di nuovo, qui sul blog. Ho aggiunto una parte di farina di mandorle all’impasto, e una punta di vaniglia, che si sposano benissimo con i fichi.

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Muffin alla farina di mandorle, fragole e lavanda

Ho ricominciato a ballare da sola con le cuffie, in camera, come a diciotto anni. E a cantare sotto la doccia. Mi mancavo un sacco e non me n’ero nemmeno accorta! Mi ero dimenticata le piccole gioie della vita. Svegliarsi con un sorriso, ad esempio. Mettersi una mano sull’altra e sentire che non c’è bisogno di altro. Camminare da sola per le vie del centro, fare la spesa dal macellaio per provare le ricette che avevo fatto a scuola. E poi, bersi uno Spritz al telefono con un’amica, quando il sole inizia a calare e l’aria si fa tiepida e fresca allo stesso tempo. Così riprendo fiato e realizzo. Imparo l’amor proprio. Poi ogni tanto piango, ma questa è un’altra storia e oggi non ho proprio voglia di raccontarvela… sarà per un’ altra volta. Ora devo pensare a costruirmi un lavoro e mi sono data un obiettivo per la fine dell’estate, che ho chiamato “Operazione Costarica”, e vi lascio immaginare le mie intenzioni quali siano 🙂 Anche perché sono stata abituata a lavorare per obiettivi per un sacco di anni e se non me ne do uno non carburo proprio… Ora che ci posso pensare serenamente, ho imparato un sacco di cose dal mio vecchio lavoro che mi saranno utili per quello nuovo, come l’inglese, la capacità di pianificare e di portare a termine un progetto… e ora il progetto è tutto mio ❤ . Non vedo l’ora di iniziare, così tante cose passeranno da sole, scivoleranno via naturalmente, e andremo avanti. Lo posso già sentire, come posso sentire le rondini che sono arrivate giusto stamattina dopo un lungo viaggio…

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Riflessioni sul ponte del duemilamai

 

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Sto seguendo con interesse i progressi della costruzione di un viadotto. Quando mi capita di passarci accanto mi sento subito più serena.  Sembrava essere il limite estremo, le Colonne d’Ercole del raddoppio della superstrada, l’invalicabile ostacolo alla conclusione dei lavori. Ad ogni passaggio, ogni volta che capitava di entrare in argomento, il discorso più sprecato sul tema era: ” Si, e sai quando lo faranno? Nel duemilamai!!!!!”.
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