To Vega with love. Muffin con miele, arancio e semi di papavero

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Mi piacciono le etimologie, e confesso che quando non le conosco ci ragiono e alla fine spesso me le invento. Così riflettevo sull’aggettivo “vegano”, fissando il soffitto dopo una lunga passeggiata domenicale. E pensavo a questo evoluto abitante di Vega che mangia solo vegetali. Lui si che ha capito tutto, pensavo,  figuriamoci se si intossica a tavola, lui, lui mangia solo cose sane e fa solo cose che lo fanno stare bene: un essere completamente felice, un pacifista, un cerchio perfetto. E chiudendo gli occhi mi sono persa nello spazio buio e infinito, puntando proprio là, tra milioni di stelle, verso la luminosa Vega. Il rientro sulla Terra è stato assai meno poetico, essendo infatti Vegan niente altro che la contrazione, i cui dettagli trovate qui, di Vegetarian. Ma cosa importava in fondo, l’importante era non perdere la magia. La magia del sabato appena passato, una giornata fantastica trascorsa insieme ad un gruppo di amici che condividono una passione per il buon cibo, la stagionalità, il territorio e le sue produzioni alimentari e che hanno voglia di parlarne, di confrontarsi, di unire esperienze e di sperimentare intorno ad un grande tavolo. Così abbiamo lavorato per quasi dieci ore, e alla fine eravamo stanchi, si, ma di quella stanchezza buona, che ti fa crollare nel sonno senza pensieri, con gli arti pesanti e il sorriso sulle labbra. Così ho sentito il potere positivo di quattro menti pensanti, unite da un progetto comune.  E così mi sono messa alla prova, fotografando con pochissima luce, che ovviamente doveva piovere, e ho imparato più cose sabato che in tre mesi nei quali ho preferito aspettare la luce buona. Si, sono tornata a casa quasi volando per la gioia sabato sera. Se l’astronave stesse decollando e la destinazione fosse Vega, sarei davvero entusiasta dei miei compagni di viaggio 🙂

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