Moscardini alla diavola e la pace del mare.

Volevo andare al mare stamattina ma mi ha tradito il tempo. Avevo bisogno di sdraiarmi sulla sabbia e non pensare più a niente. Sono da giorni sul filo di una lite enorme con me stessa, così volevo solo portarmi al mare a fare pace, ma per la pace non sembra sia tempo, ultimamente. E nemmeno per il mare, visto questa recrudescenza invernale che di positivo ha solo che non ho ancora dovuto pensare alla drammatica logistica del cambio armadio. Sono in lite perché voglio e non voglio un sacco di cose, ci capisco sempre meno e invece di analizzare i miei sentimenti e cavarci un ragno dal buco il fattore confusione è esponenzialmente aumentato nelle ultime due settimane. Così ho fatto silenzio, qui sul blog, un’altra volta, per giorni. Vorrei tutto e subito e allo stesso tempo sono terrorizzata. La casa. Il nuovo lavoro. Gli scatoloni. Ascolto musica come antidoto ma la notte si fa buio, silenzio, e io rimango sveglia a girarmi nel letto come una trottola ad ascoltare i miei pensieri confusi. Di nuovo, sto tralasciando la funzione positiva del tempo lineare: avere tempo, dare tempo, darsi tempo. Di nuovo, bramo un’immediatezza che produce solo insonnia. Dopo molto riflettere e poco dormire, ho deciso infine di chiudere tutti i pensieri in una scatola e non guardarli più: e questa scatola è il post di oggi.

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Eredità familiari e nuovi percorsi. La pasta coi broccoletti

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Quando devo prendere una decisione importante nella mia famiglia trovo sempre un porto sicuro. Quando ho voluto lasciare il lavoro i primi con cui ne ho parlato sono stati mamma e papà, e da loro ho trovato consigli bilanciati e il coraggio di fare il grande passo. E’ una relazione che ho rimparato ad amare immensamente in età adulta, quando finiti gli spasmi d’indipendenza adolescenziali ho riscoperto la gioia di riaccoccolarsi nell’avvolgente abbraccio di papà o di un bacio di mamma. E’ da loro che corro appena ho una buona notizia, come quando un paio di settimane fa mi hanno invitato in radio a presentare il blog, o come quando ho fatto i biglietti da visita. A loro ho detto per primi dello show cooking a cui mi hanno invitato domenica prossima, da loro mi autoinvito spesso a cena, e a volte rimango pure a dormire solo per la felicità di fare colazione insieme. A 36 anni sento di poter dire che devo tutto alla mia famiglia, e sarà l’aria del Natale che incombe ma non sto più nella pelle dalla voglia di andare a trovare nonna, zie, zii e cuginame… le mie radici, insomma, con cui ho voglia di stringermi in un grande abbraccio.

La pasta coi broccoletti l’ho ereditata da mia madre.  E’ una di quelle ricette facilissime da fare ma che sono così gustose che non si possono dire a parole, vanno semplicemente provate. Il profumo dell’aglio e del peperoncino che avvolgono questa pasta sfuggono a qualsiasi tentativo di descrizione. E’ una ricetta del Sud-Italia, dove spesso le verdure si cuociono direttamente nell’acqua con la pasta: mia nonna fa così anche le orecchiette con le cime di rapa, ma questo blog è troppo giovane, e le mie mani troppo inesperte, per postare le orecchiette fatte a mano. Da cui i rigatoni 😀 Ma forse, e dico forse, fra qualche settimana potrei inaugurare la stagione della pasta fresca di Soul of Food. Perché  ho fatto il grande passo: mi sono iscritta alla scuola professionale di cucina, e dalla settimana scorsa sono alle prese tutte le mattine con roux, fondi, creme, zuppe, vellutate e da ieri con gnocchi, pici e tagliatelle 🙂 La sveglia presto mi ha voluto vedere in faccia perché mi ero un tantino viziata ultimamente, ma il motore è forte, anzi fortissimo: il mio progetto di vita sta prendendo finalmente forma e inizia fra i banchi, anzi, tra i fornelli. Così oggi vi lascio questa ricetta delle mie origini, mentre spicco il volo verso nuovi orizzonti, culinari e spero presto anche professionali 🙂

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