Moscardini alla diavola e la pace del mare.

Volevo andare al mare stamattina ma mi ha tradito il tempo. Avevo bisogno di sdraiarmi sulla sabbia e non pensare più a niente. Sono da giorni sul filo di una lite enorme con me stessa, così volevo solo portarmi al mare a fare pace, ma per la pace non sembra sia tempo, ultimamente. E nemmeno per il mare, visto questa recrudescenza invernale che di positivo ha solo che non ho ancora dovuto pensare alla drammatica logistica del cambio armadio. Sono in lite perché voglio e non voglio un sacco di cose, ci capisco sempre meno e invece di analizzare i miei sentimenti e cavarci un ragno dal buco il fattore confusione è esponenzialmente aumentato nelle ultime due settimane. Così ho fatto silenzio, qui sul blog, un’altra volta, per giorni. Vorrei tutto e subito e allo stesso tempo sono terrorizzata. La casa. Il nuovo lavoro. Gli scatoloni. Ascolto musica come antidoto ma la notte si fa buio, silenzio, e io rimango sveglia a girarmi nel letto come una trottola ad ascoltare i miei pensieri confusi. Di nuovo, sto tralasciando la funzione positiva del tempo lineare: avere tempo, dare tempo, darsi tempo. Di nuovo, bramo un’immediatezza che produce solo insonnia. Dopo molto riflettere e poco dormire, ho deciso infine di chiudere tutti i pensieri in una scatola e non guardarli più: e questa scatola è il post di oggi.

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