Oro. Sciroppo alle viole

Rielaboro le tracce del passaggio. Le orme impresse nella sabbia bagnata. Chiudo le ferite con  filo di vetro. Tesso trame con linee invisibili e guardo il cielo mite. Misuro il tempo come funzione del pensiero, e conto il vuoto fra un respiro e l’altro. Le parole che ancora devo dire, quelle che danno il senso, che incorniciano il quadro. Le parole più difficili. Curo con le viole la notte senza sonno.  Mi perdo negli occhi e nei sorrisi, negli abbracci ritrovo la mia pace. Bevo parole da calici dorati. Così semino spiccioli e raccolgo oro.

Continua a leggere

Annunci