Di start-up e banana bread

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Complice il week-end lungo, mi sono concessa una giornata di ozio assoluto. Mi sono annoiata terribilmente e ho concluso la serata con un illuminante reportage su cosa significhi fare start-up a seconda dell’angolo di mondo in cui risiedi. Mi sono svegliata il giorno dopo immensamente triste e ho cucinato sei ore. “Ci vuole un fisico bestiale”, diceva una canzone che ascoltavo da bambina. Si, eccome se ci vuole. Ho passato un mese allucinante, faticoso, necessario. Il dolce far niente non fa proprio per me, ho da fare, ho voglia di fare. Ma ho la sensazione di cercare l’onda perfetta in aperta campagna. Così sono stanca ma non posso dormire. Leggo, scrivo, cucino, penso, fotografo. Mi documento. Stacco pagine dai giornali. Attacco post-it. Cerco di evitarmi tutte le cose che non ho più voglia di fare, faccio economia di tempo e di energia, due cose di cui ora più che mai ho proprio bisogno… Continua a leggere

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