Panna cotta con salsa al caramello e l’arte di Claudia.

Da Claudia, a scuola, ho imparato un sacco di cose. La prima, a non arrendermi mai. A lottare fino in fondo per realizzare un sogno, a sfidarmi sempre a superare i miei limiti, a non abbattermi quando qualcosa va storto e a cavalcare i cambiamenti invece di subirli. Da lei ho imparato i gesti decisi e la precisione chirurgica. E ultimo ma non meno importante la ricetta di oggi :).

Sono accampata a casa di mia madre da circa una settimana e diciamo che non è esattamente l’appartamento più luminoso che possiate immaginare. Ma non ci si arrende mai, mai per nessun motivo, per cui cercare la luce diventa una questione filosofica, più che di necessità alla fotografia, perché con mia grande sorpresa ho scoperto che per fotografare qui di luce ce n’è anche troppa, e che comunque, a dirla tutta, ho un debole per gli scatti gotici che io ancora non so fare, ma porremo rimedio, perché non ci arrendiamo mai, giusto?

Ho un sacco di sentimenti da mettere in ordine, in questi giorni. Da un lato ci sono tutte le questioni da organizzare perché la primavera è alle porte, le date fissate, i menù in prova, le giornate troppo corte per farci stare tutto. Dall’altra la spasmodica ricerca di un appartamento per me e il mio cane che stamattina, all’ennesima volta che andava a mucchio ho deciso di rimandare all’autunno, che tanto fare la teen-ager a casa di mamma per sei mesi non può ledere l’orgoglio più di quanto non possa fare trascurare una traduzione per stare appresso a un’agenzia immobiliare che non sa scrivere gli annunci. E poi ci sarebbe una voglia incredibile quanto rognosa di dormire e basta, e non pensare più a niente. Ma poi passaggio nel campo di viole dietro casa e sento una forza incredibile dentro di me, respiro l’aria buona di campagna, mi faccio un caffè e riparto, perché cercare la luce è ossigeno e fuoco, è il silenzio fra le parole, è la zona buia accanto alla falce di luna.

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