Galette mela e cannella

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“Ogni parola ha conseguenze. Ogni silenzio anche.”

J.P. Sartre

Resto allacciata al peso specifico di un silenzio necessario. Ad una foto ingiallita appesa al muro degli anni di noi. Ai piccoli oggetti e le carte, all’arte mai appresa di lasciarsi. Se per fare un passo in avanti si debba perdere per un attimo l’equilibrio è questione su cui non so dire se non che la ritrovo nella grana grossa di un mazzo di carte gettato sul tavolo, di un puzzle mai finito e infine distrutto. Il peso specifico delle parole necessarie. Riorientare il corpo, conoscere lo spazio, sentire le zone d’ombra con un brivido sul primo tramonto di Marzo. Cercare la luce adatta a inventare la storia. Scegliere quale parte reclama l’urgenza di essere. Passare un colpo di spugna sulla tela. Capire il senso di una trama solo ai titoli di coda. Lasciarsi essere, andare lontano. Concludere una metamorfosi, come la farfalla che, schiuse le ali con rapido gesto, si volta a guardare il corpo di bruco sullo stelo di un fiore nel prato di noi.

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Fino all’ultima briciola. Torta di pane, susine e cannella

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Riciclare il pane mi fa stare bene. Mi fa sentire una persona pratica, organizzata, con le idee chiare. Mi fa sentire che posso fare grandi cose con i mezzi che ho.  Al contrario,  quando trovo in frigorifero qualche verdura morta dimenticata, qualche alimento scaduto, peggio che mai se nemmeno aperto, mi sento come se avessi perso un’occasione. Ammiro e adoro le persone che al momento giusto sanno tirare giù una cena da urlo svuotando il frigo, che riescono sempre a non far avanzare nulla, che creano cose fantastiche con ingredienti semplici. Perché, se ci fate caso, sono le stesse persone che hanno sempre un sorriso da regalare agli altri, che raramente si abbattono, che vedono le opportunità là dove altri non vedono nulla.

Riciclare il pane mi fa pensare al mare infinito delle opportunità, si 🙂 E se c’è una cosa che questo Settembre mi sta insegnando, grazie a una serie di eventi molto piacevoli che si stanno verificando in questi giorni, è che se una cosa fa stare bene, è bene continuare a farla! Che siano nuovi amici, un corso di sport, un appuntamento fisso ad una rassegna cinematografica… o una torta, come nel mio caso, che continuo a fare e rifare alla ricerca della ricetta perfetta.

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La torta di pane perfetta per me deve avere una crosta croccante e un cuore morbido. Adoro trovare al suo interno dei pezzettini di pane rimasti interi e quelli scioglievoli della frutta caramellata: ho utilizzato le ultimissime susine della stagione, già molto mature e dolcissime, ma potete sostituirle con altra frutta, se preferite. Con il suo carattere rustico e la sua grande versatilità, che tanto riporta alla mente la cucina e la filosofia culinaria di una volta, rappresenta secondo me la quintessenza del consumo etico. Insomma, è buona a colazione e a merenda, è economica e svuota la dispensa: serve altro per convincervi? 🙂

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Pausa fresca di mezza estate. Marmellata di susine gialle alla vaniglia o cannella

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Per me è una legge più che fisica, direi matematica: col primo fresco rinasco. Ho passato le ultime settimane in silenzio, quasi immobile, lontanissima dai fornelli e da svariate forme di vita sociale, conservando ogni minuscolo granello di energia con un solo obiettivo: sopravvivere a questo caldo drammatico. Così la pioggia battente del fine settimana, sferzata da un vento fortissimo, che tanto ricordava un tifone tropicale, nonostante non fosse uno spettacolo rassicurante- anche solo perché ho il terrore dei tuoni- a me ha messo una grande allegria. Avete presente quelle povere piantine di basilico appassite che avete dimenticato al sole un giorno di troppo? Ecco, io sotto quella pioggia mi sentivo felice come loro!

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Così di buon mattino sono arrivata a casa di mia madre con una cassa da dieci chili di susine colte di fresco. Belle, dolcissime, e soprattutto tante! In questo periodo gli alberi di susine sono veramente carichi, e nelle campagne toscane non è affatto raro trovare alberelli pieni di frutta che nessuno raccoglie: regalatevi un po’ di tempo per fare una passeggiata al tramonto e portate con voi un cestino o una busta di stoffa, con un po’ di fortuna avrete frutta a volontà a chilometro e costo zero! Nel mio caso la fonte è di nuovo il magico orto di mio suocero, che ne sta producendo quantità industriali: dovevamo assolutamente farne una marmellata! Special guest e soprattutto Art director dei lavori è stata la mia nonna, trattenutasi in Toscana un po’ più a lungo del previsto a causa di una sfortunata caduta che le ha regalato un mese di gesso e una noia infinita, coadiuvata anche da questo clima infame e quindi felicissima di contribuire alle operazioni statiche quale la preparazione della frutta, impartire le direttive chiave e sentenziare ai vari assaggi :). Abbiamo cotto la frutta in due diverse pentole, in una delle quali abbiamo aggiunto una bacca di vaniglia, mentre nell’ altra abbiamo messo la cannella: sono venute entrambe meravigliose, anche se personalmente ho un debole per quella alla vaniglia, che credo si rivelerà molto pericolosa per le colazioni delle prossime settimane…IMG_2985

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