Farina di castagne (parte prima): muffin con cioccolato fondente

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L’inverno scorso avevo fatto un paio di esperimenti con la farina di castagne che non mi avevano convinto tantissimo. Siamo così abituati a lavorare con le farine di grano che scordiamo spesso che con le altre farine dobbiamo un po’ aggiustare il tiro, così all’inizio escono fuori delle discrete ciofeche. Ma insistendo un po’ e documentandomi ho scoperto che è una farina molto versatile e che  si possono preparare un sacco di piatti, sia dolci che salati, veramente gustosi e che vi proporrò nei prossimi giorni: oggi iniziamo con dei muffin.

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La farina di castagne non contiene glutine, cosa che fa sicuramente bene alla salute ma non aiuta la lievitazione, perciò per preparare i muffin l’ho miscelata in quantità uguali con della farina di farro. La sua particolarità la riconoscerete subito al tatto e all’olfatto: impalpabile e profumata, quella di castagne tende ad essere una farina dolce si suo, perciò sono stata un po’ bassa con le dosi di zucchero e ho aggiunto delle scaglie di cioccolato fondente al 70% nell’impasto. Il trucco per preparare questi muffin è non lavorare troppo l’impasto e non farli cuocere troppo a lungo: avrete dei muffin soffici e saporiti, da gustare in queste fredde mattine di Dicembre con un cappuccino amaro o con un thè, nel pomeriggio, dopo una lunga giornata di lavoro, magari in compagnia di qualche amico 🙂

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Muffin con farina di castagne e cioccolato fondente 

Per 10 muffin:

90 gr. di farina di farro

90 gr. di farina di castagne

50 gr. di zucchero bianco

50 gr. di zucchero integrale

8 gr. di lievito vanigliato

1/2 cucchiaino di vaniglia in polvere

2 uova

125 gr. di yogurt alla vaniglia

70 gr. di olio di semi di girasole

70 gr. di cioccolato fondente

In una ciotola setacciate le due farine con il lievito, quindi unite gli zuccheri e la polvere di vaniglia e mescolate tutto. In un’altra ciotola sbattete leggermente le due uova con lo yogurt e l’olio di semi. Unite gli ingredienti liquidi a quelli solidi e mescolateli  per qualche minuto con una frusta a mano fino a ottenere un impasto liscio e denso. Con un coltello tritate grossolanamente il cioccolato fondente e amalgamatelo al composto. Foderate gli stampini da muffin con dei pirottini di carta e cuoceteli per 15 minuti in forno a 180°C

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Frutti e gesti antichi. Marmellata di mele cotogne

 

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Le mele cotogne fanno parte di una più ampia classe di frutti dimenticati, come le giuggiole, i corbezzoli, le corniole. Sicuramente le ha dimenticate la grande distribuzione, dove non se ne può trovare assolutamente traccia. Ma io vi sfido anche a indicarmi un fruttivendolo che ancora le commercia. Credo che una parte dell’oblio in cui è caduta questa antica varietà di mele dipenda dal fatto che sono frutti che richiedono una lavorazione per essere gustati, cosa che mal si concilia coi nostri frenetici, stressanti, snervanti tempi post-moderni. Tuttavia credo che mai come in questo caso lo sforzo di riordinare le priorità e ritagliarmi un paio di ore per me  sia valso il risultato, perché posso affermare con certezza che non ho mai assaggiato una marmellata più buona di quella fatta con le mele cotogne.

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Qualcosa da imparare e le crostatine di Claudia

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Ho riattaccato il mio PC portatile allo schermo grande, che detto così pare nulla, ma a me è sembrato di piantare una bandiera sulla Luna. Perché quando hai un cane che, lasciato solo, salta in preda alla follia su qualunque cosa, ulula per ore e spacca quello che trova non si consiglia di lasciare un laptop su un mobiletto. Mi ha mangiato la porta d’ingresso, capite? Ora, ringraziando il cielo, esistono i professionisti per aiutarci laddove noi abbiamo evidenti lacune e così ci siamo affidati a un educatore per cani. Per padroni, in realtà, se ce la vogliamo dire tutta…ma sia come sia, funziona! E questo mi ha fatto riflettere a lungo. Viviamo circondati da sette miliardi di persone da cui teoricamente possiamo imparare cose che non conosciamo, che ci interessano, che vorremmo o dovremmo sapere e saper fare. Questa consapevolezza mi ha dato una grande carica, perché sono tantissime le cose in cui voglio migliorarmi e su cui voglio saperne di più. Lentamente, ma inesorabilmente, sto riprendendo il controllo: dei miei tempi, della mia casa, della mia vita 🙂 Continua a leggere

La mia “Soul Cake” per un anno di blog: crostata variegata alla ricotta e marmellata di fichi

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Caro vecchio amico, Settembre. Lo amo più di ogni altro mese dell’anno, con le sue serate fresche e quella sua aria da terra di confine, mentre la voglia di partire ci rimane ancora nel sangue e  si trasforma in nuove idee, nuovi buoni propositi. Con le sue agende nuove che profumano di nuova vita, con le sue magliette che accarezzano le braccia, con i suoi pomeriggi tiepidi e le prime foglie che ingialliscono, e mosse dal vento ci regalano finalmente la prima mattina d’autunno.

Amo Settembre, amo l’autunno: forse perché è il mese in cui sono nata e forse anche perché è il mese nel quale sono nate le mie idee migliori, o anche se non sempre le migliori sicuramente quelle che hanno rivoluzionato la mia vita, nel bene o nel male. A Settembre rinasco a nuova vita, a nuova gioia 🙂

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Fino all’ultima briciola. Torta di pane, susine e cannella

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Riciclare il pane mi fa stare bene. Mi fa sentire una persona pratica, organizzata, con le idee chiare. Mi fa sentire che posso fare grandi cose con i mezzi che ho.  Al contrario,  quando trovo in frigorifero qualche verdura morta dimenticata, qualche alimento scaduto, peggio che mai se nemmeno aperto, mi sento come se avessi perso un’occasione. Ammiro e adoro le persone che al momento giusto sanno tirare giù una cena da urlo svuotando il frigo, che riescono sempre a non far avanzare nulla, che creano cose fantastiche con ingredienti semplici. Perché, se ci fate caso, sono le stesse persone che hanno sempre un sorriso da regalare agli altri, che raramente si abbattono, che vedono le opportunità là dove altri non vedono nulla.

Riciclare il pane mi fa pensare al mare infinito delle opportunità, si 🙂 E se c’è una cosa che questo Settembre mi sta insegnando, grazie a una serie di eventi molto piacevoli che si stanno verificando in questi giorni, è che se una cosa fa stare bene, è bene continuare a farla! Che siano nuovi amici, un corso di sport, un appuntamento fisso ad una rassegna cinematografica… o una torta, come nel mio caso, che continuo a fare e rifare alla ricerca della ricetta perfetta.

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La torta di pane perfetta per me deve avere una crosta croccante e un cuore morbido. Adoro trovare al suo interno dei pezzettini di pane rimasti interi e quelli scioglievoli della frutta caramellata: ho utilizzato le ultimissime susine della stagione, già molto mature e dolcissime, ma potete sostituirle con altra frutta, se preferite. Con il suo carattere rustico e la sua grande versatilità, che tanto riporta alla mente la cucina e la filosofia culinaria di una volta, rappresenta secondo me la quintessenza del consumo etico. Insomma, è buona a colazione e a merenda, è economica e svuota la dispensa: serve altro per convincervi? 🙂

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Pausa fresca di mezza estate. Marmellata di susine gialle alla vaniglia o cannella

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Per me è una legge più che fisica, direi matematica: col primo fresco rinasco. Ho passato le ultime settimane in silenzio, quasi immobile, lontanissima dai fornelli e da svariate forme di vita sociale, conservando ogni minuscolo granello di energia con un solo obiettivo: sopravvivere a questo caldo drammatico. Così la pioggia battente del fine settimana, sferzata da un vento fortissimo, che tanto ricordava un tifone tropicale, nonostante non fosse uno spettacolo rassicurante- anche solo perché ho il terrore dei tuoni- a me ha messo una grande allegria. Avete presente quelle povere piantine di basilico appassite che avete dimenticato al sole un giorno di troppo? Ecco, io sotto quella pioggia mi sentivo felice come loro!

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Così di buon mattino sono arrivata a casa di mia madre con una cassa da dieci chili di susine colte di fresco. Belle, dolcissime, e soprattutto tante! In questo periodo gli alberi di susine sono veramente carichi, e nelle campagne toscane non è affatto raro trovare alberelli pieni di frutta che nessuno raccoglie: regalatevi un po’ di tempo per fare una passeggiata al tramonto e portate con voi un cestino o una busta di stoffa, con un po’ di fortuna avrete frutta a volontà a chilometro e costo zero! Nel mio caso la fonte è di nuovo il magico orto di mio suocero, che ne sta producendo quantità industriali: dovevamo assolutamente farne una marmellata! Special guest e soprattutto Art director dei lavori è stata la mia nonna, trattenutasi in Toscana un po’ più a lungo del previsto a causa di una sfortunata caduta che le ha regalato un mese di gesso e una noia infinita, coadiuvata anche da questo clima infame e quindi felicissima di contribuire alle operazioni statiche quale la preparazione della frutta, impartire le direttive chiave e sentenziare ai vari assaggi :). Abbiamo cotto la frutta in due diverse pentole, in una delle quali abbiamo aggiunto una bacca di vaniglia, mentre nell’ altra abbiamo messo la cannella: sono venute entrambe meravigliose, anche se personalmente ho un debole per quella alla vaniglia, che credo si rivelerà molto pericolosa per le colazioni delle prossime settimane…IMG_2985

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Se soffia tempesta. Biscotti all’olio d’oliva con fiocchi d’avena e cioccolato fondente

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“Grosse nuvole gonfie, nere come la furia, coprivano il cielo, mentre fulmini possenti squarciavano il buio. La pioggia scrosciava sull’erba verde in fitte frecce, il vento ci scomponeva i vestiti, i capelli si appiccicavano al viso, alle schiene… così la tempesta ci entrava dentro. E quando ci siamo asciugati non eravamo più gli stessi.” Continua a leggere

L’abbondanza. Clafoutis ai lamponi e mirtilli con cioccolato bianco e lavanda

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Lo scorso fine settimana sono andata a pranzo con degli amici in un agriturismo biologico nel Chianti. All’ombra di un gazebo bianco abbiamo bevuto vino francese e mangiato del pesce cucinato e presentato in maniera a dir poco strepitosa, con mille contrasti di sapori, guarnito con petali di fiori edibili… insomma, esattamente come piace a me. Era un giorno di sole, il cielo era limpido ed eravamo all’interno del più bel giardino che io abbia mai visto: aiuole rigogliose, ricche della più ampia varietà di piante, fra cui oltre cinquecento tipi solamente di rose, in un infinito, ordinato caos… qua e là per terra c’erano piccole e dolcissime fragoline selvatiche, l’erba era morbida, l’aria profumata, i colori tipici di un film di Sorrentino. Era tutto semplicemente perfetto.

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Fino all’ultima briciola. Torta di pane raffermo con cacao e ananas

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Quando stavo con i  miei praticamente si mangiava pane vecchio tutti i giorni. La cosa funzionava più o meno in questi termini: si, il pane fresco era stato acquistato, ma siccome c’era il pane del giorno prima andava consumato prima quello. Il risultato era che anche il giorno dopo si mangiava il pane del giorno prima, pure che era stato di nuovo acquistato ma prima c’era da finire quell’altro…Palati più raffinati, tipo il mio, accumulavano invece quintali di pane vecchio gradendolo fresco e fragrante tutti i giorni e finendo poi per preparare container di pappa al pomodoro per smaltire gli eccessi. In quasi tutte le case degli italiani vige l’usanza di comprare pane per un reggimento, pane che sistematicamente si accumula e che finisce per essere gettato via: cosa che talvolta succedeva anche a me finché non ho iniziato a cercare modi creativi per riutilizzarlo, e sono fiera di poter dire che siamo finalmente arrivati allo spreco zero, qui 🙂  Continua a leggere

Cookies al cioccolato bianco e mirtilli rossi

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Tecnicamente per un paio di teglie di questi ottimi cookies una tavoletta di cioccolato bianco è sufficiente. N tavolette sono invece cadute ingloriosamente a casa mia prima di diventare i biscotti di oggi. La prima l’ho comprata subito dopo aver trovato la ricetta che mi convinceva, così l’ho riposta un paio di giorni, dopo i quali ho fatto l’errore di staccarne un quadratino e in tre giorni l’ho finita. La seconda l’ho mangiata programmaticamente, d’un fiato, un pomeriggio da sola dopo una giornata terribile al lavoro. La terza l’avevo dimenticata in dispensa, e quando l’ho ritrovata me la sono di nuovo fatta fuori. Si. Non è bello, e molti trovano anche stomachevole mangiare queste quantità di cioccolata bianca. Lo so, è burro di cacao, grassissimo e stucchevole. Che vi devo dire, ho la soglia del dolce molto alta… 10 anni fa per un compleanno avevo commissionato dei bignè ripieni di glassa, che ovviamente il pasticcere si è rifiutato di fare 🙂 Probabilmente non siete dei golosi  come me, ma se lo siete, e davanti alla cioccolata non sapete proprio resistere, mi raccomando, compratela solo dopo avere messo il burro a temperatura ambiente, così non avrete tentazioni!

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